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Messina - Panoramica, abusi sotto i ponti due anni trascorsi inutilmente
di Francesco Torre

L’Ufficio tecnico della Provincia si sta occupando della catastazione. Il primo impegno nel 2008. Il comandante della Polizia provinciale, Carpita: “Le indagini sono ancora in corso”

Tags: Panoramica, Messina, Abusivismo



Messina - L’abbiamo già detto e lo ribadiamo: è finito il tempo della tolleranza. Quasi tre anni di indagini e un nulla di fatto potrebbero essere accettabili solo nel caso di una maxi-inchiesta ai vertici della criminalità organizzata, roba da Interpol o da Fbi per intenderci, non certo per verificare degli abusi edilizi e provvedere al sequestro degli immobili.

Era dicembre 2007 quando, sulle colonne di questa pagina, denunciavamo la presenza di casette, garage e depositi sotto le arcate dei viadotti della Strada Panoramica. E avevamo anche salutato con grande entusiasmo, a giugno 2008, l'impegno assunto congiuntamente dalla Polizia Provinciale e da quella Municipale che, a detta dei responsabili, stava portando a delle denunce formali e conseguentemente al sequestro dei primi lotti. D’altra parte, il palese divieto della normativa sulle fasce di rispetto stradale (D.l. n. 729 del 1961, art 9) era all’evidenza dell’intera cittadinanza.

Dopo di allora, però, il silenzio, il vuoto, la vana attesa. L’attesa cioè che gli organi di Polizia facessero rispettare la legge, punendo chi, a discapito dei cittadini onesti, ha agito per conto proprio in spregio a qualsiasi normativa. E che ha fatto bene, saremmo tentati di dire, se i tutori dell’ordine sono quelli che ci troviamo di fronte adesso, se la tolleranza è massima, se la disonestà viene premiata. E sebbene possiamo in parte comprendere la difficoltà soprattutto della Polizia Provinciale nel gestire un territorio così vasto con un numero di uomini e mezzi insufficienti e nel marasma di continue emergenze, pure due anni e nove mesi rimangono un tempo di attesa assolutamente inaccettabile.

“Purtroppo le indagini sono ancora in corso”, prova a spiegare il comandante della Polizia Provinciale.
Pietro Carpita, che peraltro ci illumina su un passaggio ancora più preoccupante: “Noi a suo tempo avevamo accertato solo un abuso edilizio, conseguentemente inviandone notizia di reato alla Procura della Repubblica, che ha aperto un fascicolo. Questo, però, solo per quanto riguarda le abitazioni, perché tutti quei depositi, casupole in lamiera, piccoli insediamenti presenti sotto i viadotti sono ancora al vaglio dell’Ufficio Tecnico della Provincia, guidato dall’ing. Pippo Celi, che per valutare la presenza o meno di illeciti deve effettuare una catastazione completa dell’area”. Catastazione che qualunque privato, se si fosse trattato di area edificabile, avrebbe fatto in due settimane, ma che un ente pubblico come la Provincia, al fine di difendere la legalità e tutelare i cittadini, in due anni non è ancora riuscita a completare.
 

 
Il paradosso. Intanto i residenti si lamentarono delle infiltrazioni
 
Messina - “Una cosa è certa: gli uffici stanno lavorando”, comunica il comandante Carpita passando la patata bollente all’Ufficio Tecnico della Provincia e lavandosene le mani. Ma se la situazione oggi è così ingarbugliata, la colpa è degli stessi funzionari della Provincia che non hanno vigilato su un tratto di strada su cui pesa la propria competenza. Gli abusi sotto i viadotti della Panoramica, infatti, hanno origini molto lontane e non sono mai stati contrastati. Tanto che, due anni fa, alcuni abitanti abusivi, sentendosi ormai sicuri dentro le proprie villette, si erano sentiti persino in diritto di recarsi a Palazzo dei Leoni e chiedere l’intervento dell’amministrazione per evitare che l’acqua dei canali di deflusso della strada provinciale potessero cadere sulle tettoie e dunque fin dentro le abitazioni. Richieste paradossali, che danno il senso di quanto ormai la cultura dell’abusivismo e dell’impunità sia radicata nella mentalità locale.

Articolo pubblicato il 22 settembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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