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Giunta Lombardo quater, suspense per le deleghe
di Raffaella Pessina

Alla presentazione ieri presenti solo sette assessori su dodici. Tra le ipotesi: l’ex prefetto di Palermo, Marino, all’Ambiente

Tags: Ars, Raffaele Lombardo



PALERMO - La discussione sulle comunicazioni del presidente della regione Raffaele Lombardo sulla composizione del suo quarto governo, avviata all’Assemblea siciliana nella seduta di mercoledì 22 settembre, presieduta da Santi Formica, proseguirà a Sala d’Ercole martedì 28 alle ore 16.
Nella prima fase del dibattito sul nuovo governo regionale sono intervenuti Pippo Gianni e Raimondo Maira dell’Udc; Cateno De Luca del Gruppo misto; Innocenzo Leontini del Pdl; Giuseppe Arena e Nicola d’Agostino del Mpa. 

Ieri mattina a Palazzo d’Orleans il governatore Raffaele Lombardo, intanto, ha presentato la nuova giunta. Erano però presenti solo sette assessori su dodici. Tre erano fuori Palermo ( Pier Carmelo Russo, Elio D’Antrassi e Uccio Messineo). Per gli altri due, i finiani, ci potrebbero essere dei problemi. I due sono Gian Maria Sparma e Letizia Di Liberti. Il primo probabilmente diventerà assessore, mentre la seconda, che è direttore generale interno, resterà al suo posto di superburocrate e sarà sostituita in giunta probabilmente da Marco Salerno, vicino a Fabio Granata.

Presenti ieri mattina a Palazzo d’Orleans i nuovi nominati Andrea Piraino, il docente universitario che è stato indicato a Lombardo da Lorenzo Cesa, segretario nazionale Udc, e Giosuè Marino, ex prefetto di Palermo, commissario antiracket, che molto probabilmente andrà all’assessorato all’Energia. Lombardo ha detto che gli uscenti saranno confermati al loro posto, tranne Armao che passerà all’Economia. Pier Carmelo Russo, lascerà il posto a Marino e la Chinnici, che lascerebbe gli Enti locali a Piraino.

L’Agricoltura spetterà a D’Antrassi, vicinissimo da molti anni a Lombardo. Messineo, amico di lunga data del rutelliano Mario Bonomo, andrà quasi certamente ai Beni culturali al posto di Armao. Il quadro completo delle deleghe – con  Massimo Russo in pole position per la vicepresidenza – sarà comunicato all’Ars da Lombardo martedì prossimo. Si è dimesso il segretario regionale dell’Udc Saverio Romano. In un conferenza stampa tenutasi a Montecitorio a Roma, ieri mattina ha sancito la rottura definitiva con i vertici del suo partito. “L’accordo sancito con il Pd di D’Alema – spiega Romano – che ha dato vita al nuovo governo siciliano è la prova di alcuni indizi che avevo da tempo”. Tornando agli interventi in Aula sul discorso di Lombardo, dure sono state le parole di Cateno De Luca (gruppo Misto) e di Innocenzo Leontini , capogruppo del Pdl all’Ars. “Il governo di Lombardo - riassume il capogruppo Pdl - non è il Governo della Sicilia e dei siciliani. è il governo di chi ha prima rubato i voti a uno schieramento e ha poi smantellato e respinto tale schieramento all’opposizione, componendo una Giunta di senza voto, gradita al Pd per sancire il definitivo ribaltone”. “Altro che  ribaltonista – ha detto invece nel suo intervento  De Luca - Lombardo è incapace  e parassita: grida al Governo  ladro di Berlusconi,  ma ci è dentro a tutti gli effetti con un vice ministro, invoca l’autonomia politica e nel contempo da il colpo di grazia alle casse regionali, pretendendo poi di fare l’autonomista con i soldi dello Stato”. De Luca ha concluso chiedendo al presidente della Regione di dimettersi e di tornare alle elezioni. In difesa di Lombardo ha parlato il deputato D’Agostino (Mpa): “Abbiamo scelto di essere fedeli e leali sempre e solo al popolo siciliano e quel programma che il presidente Lombardo ha portato avanti con rigore e decisione, nonostante il comportamento sleale di una parte della maggioranza che ne aveva accompagnato l’elezione”. Sul Lombardo quater interviene anche il Psi per bocca di Turi Lombardo : “Il Pd siciliano – ha dichiarato - non c’entra niente con la sinistra e i socialisti sono consapevolmente orgogliosi di esserne una parte significativa. Il Pd all’Ars ha questa presenza parlamentare grazie anche ai voti dei socialisti. Questi voti, ovviamente, non li avranno più”.

Il capogruppo Udc all’Ars, Rudy Maira. In Aula ha dichiarato: “Con i tecnici Raffaele Lombardo ha commissariato la Sicilia. Questo è un governo di toghe e divise”.

Articolo pubblicato il 23 settembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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