Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds

Quotidiano di Sicilia

Imprese, fallimenti in crescita
di Vanessa Paradiso

In sei mesi, in Sicilia, le procedure fallimentari aperte su 10 mila aziende operative sono state il 7,1%. La crisi ha colpito maggiormente le regioni a maggiore vocazione industriale

Tags: Fallimento, Pmi, Crisi



PALERMO - Secondo i dati diffusi da Cerved Group il Mezzogiorno e le Isole non sono stati risparmiati dall’impennata dei fallimenti, anche se i numeri dimostrano che l’intensità della crisi è stata più contenuta, rispetto alle altre aree del Paese.
Nei primi sei mesi dell’anno, in Sicilia, le procedure fallimentari aperte su 10 mila imprese operative sono state il 7,1%, con un incremento dell’8%, rispetto ai primi sei mesi del 2009. Nel quadro generale, tutte le regioni meridionali si caratterizzano per tassi di fallimento inferiore alla media nazionale, che è superiore al 20%. Continua, pertanto, per il nono trimestre consecutivo, la crescita dei fallimenti ed in particolare tra marzo e aprile si è avuto un incremento del 22%, rispetto allo stesso periodo 2009 e misurando la crescita a livello semestrale, il Cerved rileva che il tasso di incremento dei fallimenti sale al 25%, rispetto allo stesso semestre 2009.

I casi di fallimenti crescono soprattutto, tra le società di capitali, seguite dalle società di persone. La morsa della crisi colpisce maggiormente le regioni a maggiore vocazione industriale: le Marche, la Toscana,  meno il Lazio e ancor meno l’Umbria che addirittura passa a -21% rispetto al 2009. Il secondo trimestre, anche per la Sicilia, risulta particolarmente nero per le aziende attive nel campo delle attività finanziarie immobiliari e commerciali, nonché nel settore delle costruzioni. Altro dato importante segnalato dal Cerved è la richiesta di concordati preventivi per evitare il fallimento da parte delle aziende meridionali, compresa la Sicilia, che raggiunge il 66% in più nel primo semestre 2010, rispetto al 2009.

“Tale percentuale - dice il Cerved- rimane comunque largamente inferiore rispetto alle altre aree del Paese”. Il quadro è alquanto preoccupante e molti fattori incidono ad aggravare la crisi, così come d’altra parte, era già emerso dal Report della Banca d’Italia, presentato nel giugno 2010, sulla economia siciliana nel quale si dichiarava “il crollo delle esportazioni, una ennesima diminuzione dell’occupazione ed un peggioramento della qualità del credito”.

Si legge ancora nel Rapporto di Bankitalia “il rallentamento del credito bancario all’economia regionale in atto dal 2007, è proseguito nel 2009, risentendo sia della contrazione della domanda di finanziamenti. per effetto della difficile congiuntura economica, sia di fattori di offerta”.

Alla fine del 2009, i prestiti sono aumentati del 3,8 per cento, un incremento inferiore di 1,6 punti, rispetto a quello del 2008. Sempre secondo Bankitalia “su un campione di circa 6.900 imprese siciliane nel 2009 si è registrato un irrigidimento da parte delle banche, con un calo del 2,4% del credito accordato”. Si è registrato anche un deterioramento della qualità del credito: il flusso dei prestiti classificati come nuove sofferenze rettificate è salito dall’1,7% al 2,1% dei prestiti vivi. E’ certamente il mancato e il difficile accesso al credito per le imprese siciliane, da parte del sistema bancario nazionale, che aumenta il fattore di rischio che porta ai fallimenti.
 


Accesso al credito interventi in itinere
 
“Un passaggio di enorme rilievo” per la costituzione della Banca del Mezzogiorno afferma il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. Pare dunque che si stia procedendo a velocizzare l’operazione che prevede la creazione della Banca del Mezzogiorno, tramite l’acquisizione del Medio Credito Centrale, istituto con sede a Roma, specializzato nel credito a medio-lungo termine, project finance e finanza strutturata. Anche Poste Italiane è membro del Comitato promotore della Banca del Mezzogiorno ed è già pronta con la sua rete di Uffici postali, di infrastrutture e tecnologie diffuse su tutto il territorio. Sempre in materia di accesso al credito, è stata firmata nei giorni scorsi una convenzione tra il Dipartimento delle Infrastrutture della Regione siciliana e la Cassa regionale per il credito alle imprese artigiane (Crias). L’accordo prevede l’assegnazione di 15 mln di euro di risorse del fondo a gestione separata, istituito alla Crias, alle piccole e medie imprese di autotrasporto, che hanno la propria sede operativa in Sicilia, per agevolazioni all’accesso al credito. La dotazione di 15 milioni di euro è ripartita su due linee di credito, 7 milioni e 500mila euro per ciascuna linea: una è destinata al credito di esercizio, l’altra per gli investimenti. Il credito di esercizio alle imprese è concesso alle imprese beneficiarie fino ad un massimo di 50mila euro.

Articolo pubblicato il 23 settembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus