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Tirrenia e Siremar saranno vendute insieme, solo i compendi alienabili separatamente
Il ministero dei Trasporti conferma la linea ribadita più volte da Matteoli: “Non ci sarà alcun spezzatino”. L’emendamento al decreto legge sui trasporti approvato in Senato riguarda il ramo d’azienda

Tags: Altero Matteoli, Tirrenia, Siremar



ROMA - L’emendamento approvato due giorni fa al Senato al decreto legge sui trasporti, presentato dal senatore Cosimo Latronico, “non prevede la vendita ‘spezzatino’ di Tirrenia e Siremar, come impropriamente è stato riportato da alcuni organi di informazione. L’emendamento prevede, invece, la possibilità di alienare i compendi aziendali di Tirrenia e Siremar anche separatamente”. Lo precisa in una nota l’ufficio stampa del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, spiegando che “con l’espressione ‘spezzatino’ si fa riferimento alla vendita di singole rotte dei collegamenti marittimi. Eventualità, questa - conclude la nota - che non è nei programmi del governo, come più volte il ministro Altero Matteoli ha ribadito”.

Invece, per il segretario generale della Uiltrasporti, Giuseppe Caronia, il quale sottolinea il fatto che anche per il presidente di Confitarma Paolo D’Amico – sentito dalla Commissione Trasporti della Camera - è stato un errore aver messo a gara assieme Tirrenia e Siremar. “Francamente - afferma Caronia - non so di chi sia stata la colpa della scelta sin qui sbagliata, se del Governo o del cattivo consiglio del management, come egli sostiene. Se così fosse effettivamente, mi aspetto dal Governo una decisa azione nei confronti di questi eventuali cattivi consiglieri che hanno determinato questo disastro”.

Alla commissione Trasporti di Montecitorio - che ieri ha ascoltato anche le organizzazioni sindacali - Caronia ha “ricostruito passo passo gli avvenimenti che hanno portato a questo annunciato fallimento della gara e ribadito le mie tante perplessità sulle ragioni che hanno portato alla richiesta dello ‘stato di insolvenza’ di una azienda, il cui valore complessivo, a differenza di Alitalia, era di gran lunga superiore alla massa debitoria”.

Lo stesso decreto legge sui trasporti non è esente dalle critiche. “È il solito testo omnibus di un Governo che, non volendo affrontare con coraggioso spirito riformista la questione dello sviluppo del Paese e la soluzione di altre importanti problematiche, si limita a scelte pasticciate che non risolvono la crisi e rendono piu’ gravi i problemi del Paese”, dichiara la senatrice del Pd Teresa Armato della Commissione Industria. “In particolare per la Tirrenia, l’Alitalia dei mari, come è stata definita - continua Armato - il Governo ha mostrato gli stessi limiti e commesso gli stessi errori evidenziati nell’operazione di dismissione della piu’ grande compagnia di volo italiana. Anche in questa vicenda, come in quella Fincantieri, nella vicenda Fiat e altro, l’assenza di un responsabile del ministero dello Sviluppo economico si è fatta e si fa sentire, perché sarebbe stato compito del ministro sovrintendere alla procedura di vendita e controllare i piani di sviluppo presentati dalle varie cordate di acquirenti”.

Articolo pubblicato il 24 settembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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