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Cresce l’evasione fiscale in Sicilia fino a raggiungere il 4,5 per cento
di Michele Giuliano

Uno studio di Contribuenti.it assegna il primato alla nostra Isola. Industriali e bancari i più indisciplinati. Il comandante regionale della GdF, Achille: “Incentivata l’attività di controllo”

Tags: Fisco, Evasione Fiscale, Guardia Di Finanza, Domenico Achille



PALERMO - Evasione a go-go in Sicilia. Le tasse, si sa, non piace pagarle proprio a nessuno e i siciliani, in ambito non solo nazionale ma anche oltre i confini, riescono sempre a confermare questa loro inclinazione. Di per sé la Sicilia partiva già da un’altissima quota di contribuenti furbetti ma questo non ha affatto frenato l’inarrestabile escalation del fenomeno.

L’associazione nazionale Contribuenti.it ha potuto constatare che nell’Isola nei primi tre mesi del 2010 si è verificata un’impennata di evasori: sono aumentati del 4,5 per cento. A livello di riscontri sul panorama nazionale con altre regioni d’Italia non è una crescita esponenziale ma semplicemente perché già in Sicilia si partiva da un’altissima percentuale di evasori. Numeri che emergono dal Rapporto annuale dello Sportello del Contribuente, dai cui è emerso che sempre in Sicilia il fisco incassa solamente il 10,4 per cento delle somme evase accertate. Per Contribuenti.it i principali evasori risultano essere gli industriali (32 per cento), bancari e assicurativi (28 per cento), seguiti da commercianti (12 per cento), artigiani (11 per cento), professionisti (9 per cento) e lavoratori dipendenti (8 per cento).

Più in generale i dati di questo studio sembrano confermare che gli evasori aumentano numericamente maggiormente al Nord, sebbene il fenomeno, pur con intensità diversa, sia piuttosto generalizzato. Già nella scorsa primavera Berlusconi, presentato la manovra finanziaria del governo, aveva proprio puntato il dito contro la Sicilia: “In Sicilia c’è un’evasione pari al 63 per cento e questo è inaccettabile. Quindi i controlli inseriti dalla manovra sono il primo rimedio al malcostume". Infatti proprio il governo nazionale ha voluto dare un forte impulso ai controlli antievasione. Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha parlato di “misure anti evasione assunte con la manovra che fanno uscire la lotta all’evasione dalle urla alla effettiva, dura e concreta attività amministrativa”. Effettivamente questa svolta ci sarebbe stata: “L’attività che abbiamo avuto quest’anno – ha rilevato il comandante regionale della guardia di finanza, Domenico Achille - è decisamente migliore rispetto a quella dell’anno scorso.
 
Non perché quella degli anni passati non sia stata fatta, ma perché bisogna sempre crescere. Noi abbiamo incentivato l’attività di controllo e di contrasto all’evasione fiscale. Nei primi cinque mesi del 2010 abbiamo realizzato un 10 per cento in più in quanto ai controlli. Abbiamo effettuato 3.900 verifiche a fronte delle 3.500 verifiche dello scorso anno. Parliamo naturalmente sempre di periodi omogenei, che sono suscettibili a fine anno di variazioni. Sono tutte quante attività di verifica fiscale, controlli  che riguardano la globalità dell’aspetto gestionale di un’azienda”. Quindi se il trend dovesse essere confermato anche nei restanti sette mesi si andrà incontro in Sicilia ad un massiccio aumento degli evasori stanati. Nell’ambito imprenditoriale questo fenomeno ha sempre creato alterazioni assolutamente negative nel tessuto produttivo.
 

 
L’evasione fiscale in Europa. In Svezia i più ligi al dovere
 
ROMA - L’Italia, secondo l’Associazione Contribuenti.it, è lo Stato europeo con la più alta evasione fiscale, con il 50,5 per cento del reddito imponibile che non viene dichiarato. Molto più che la Romania, che figura al secondo posto con il 41,6 per cento, e della Bulgaria, che risulta al terzo posto, con il 38,3 per cento. Ai margini del podio troviamo l’Estonia con il con 37,4 per cento e la Slovacchia con il 32,4 per cento. Dall’altra parte i Paesi europei più rispettosi del fisco sono la Svezia con il 7,6 per cento del reddito imponibile evaso, seguita dal Belgio con il 10,3 per cento e dall’Inghilterra con l’11,9 per cento. Secondo l’Istat nel nostro Paese, lavoro non regolare ed evasione spingono l’economia sommersa al 17,5 per cento del valore del Pil. Tornando nel panorama nazionale la Lombardia risulta essere anche la regione, in cui si è registrato, il maggior aumento dell’evasione fiscale, pari nei primi sette mesi del 2010 a circa il +12,8 per cento. Scorrendo i dati degli studi di settore non mancano certo le sorprese, come è stato già evidenziato nell’articolo principale.

Articolo pubblicato il 25 settembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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