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Quotidiano di Sicilia

Cosa dicono i sindacati
di Lucia Russo

Tags: Lavoro, Precari, Aspirante, Disoccupati, Claudio Barone, Maurizio Bernava, Mariella Maggio



UIL SICILIA - Claudio Barone, segretario
“Un danno dequalificare persone che reggono gli uffici”

Sono mai stati invitati i sindacati da questo Governo a discutere attorno a un tavolo sulle stabilizzazioni?
“Abbiamo fatto un protocollo che prevedeva un percorso che partiva dalla verifica alla mappatura alla possibile definizione di compiti e funzioni. Poi questo protocollo è rimasto lettera morta. La sensazione che abbiamo è che questa legislatura sia più caratterizzata da scontri che non da una reale progettualità.
Positivo il fatto che comunque si stiano stabilizzando intanto 5 mila precari, anche se però le selezioni sono per livello basso, mentre molti precari alla Regione occupano posizioni che corrispondono ad un livello più alto. Andrebbero invece riconosciute le professionalità acquisite. è un danno per la Pa regionale dequalificare persone che reggono gli uffici. Ciò vale anche per il bacino dei precari dei Comuni che reggono i Comuni, rispetto ai quali occorre intervenire in tempo. Non voglio indicare quale, ma ci vuole un provvedimento concordato con Roma”.
Sul fare il concorso pubblico per aprire a chi non ha avuto la possibilità di lavorare nella Pa, anche a tempo, cosa dicono i sindacati?
“Sarebbe più giusto il bando ma non sarebbe nemmeno utile, anche se so che chi ha un figlio che aspira a un posto pubblico non sarebbe d’accordo. La stabilizzazione è di sicuro una modalità distorsiva, ma chi è dentro avrebbe difficoltà a ricollocarsi se viene buttato fuori”.
Ma la Regione avrà 200 mln di euro in meno di entrate a seguito della manovra Tremonti…
“Di sicuro avvertiamo una pesantezza dei bilanci della Regione. La posizione della Uil è mappare i precari: chi sono, dove sono, cosa fanno e poi stabilizzarli. Il bacino del precariato potrebbe svolgere servizi utili”.
Ma i 236 mila senza lavoro e quelli che non hanno mai avuto la possibilità di entrare nella Pa?
“Mettere in conflitto chi cerca lavoro e chi vuole essere stabilizzato da precario non mi pare affascinante, alla fine sarebbe una guerra tra poveri. La Regione deve sfruttare le occasioni di lavoro produttivo. Ad esempio, a Siracusa ci sono grandi gruppi che vogliono investire ma la Regione Sicilia blocca il tutto. Questo non ce lo possiamo più consentire”.
 

 
CISL SICILIA - Maurizio Bernava, segretario
“Inapplicato l’accordo del 6 agosto 2008: nessun piano industriale”
 
Cosa ne pensate della procedura di stabilizzazione, siete stati interpellati?
“Su questo percorso la Regione ha fatto un confronto a metà. Abbiamo fatto un accordo il 6 agosto 2008 per occupare i 5 mila precari a seguito di una riorganizzazione dei servizi sulla base del fabbisogno reale, ovvero varare una sorta di piano di organizzazione industriale, e valutare anche come accompagnare la fuoriuscita del personale con pensionamenti anticipati. La Regione ha preferito solo fare l’ultima parte: la stabilizzazione. La riqualificazione dei precari non è stata fatta e di questo non ne parla nessuno. L’appello della Cisl vale anche per i precari degli Enti locali: non si può promettere entro 12 mesi assumiamo 25 mila persone, perché è demagogia pura in tempi di crisi. Occorre verificare tramite il coinvolgimento di Comuni e Province quanto costa mettere le persone dove servono o fare processi di riqualificazione. Questa impostazione purtroppo non c’è e questo ci preoccupa. Ci vuole molta responsabilità altrimenti si va al fallimento”.
I 5 mila precari sono dei privilegiati rispetto a chi non ha mai avuto la possibilità di lavorare. Cosa dovrebbe fare la Regione per tutti i disoccupati siciliani?
“Qui nessuno è un privilegiato, ma non ci possiamo più permettere di creare occupazione gonfiando gli organici pubblici perché salta tutto. Questa è la vera svolta che chiedo al Governo nuovo: se non si mette al centro la capacità di attrarre investimenti produttivi tramite leggi che possano esaltare vocazioni naturali e storiche della Sicilia, noi siamo completamente fuori. Tutti i 14 miliardi di euro di somme disponibili tra fondi Ue e fondi Fas devono essere impiegati per una progettualità seria con al primo punto “Aree disponibili a investimenti industriali”. Questa deve essere la riforma delle Asi. La Sicilia deve puntare a investimenti produttivi per creare anche una capacità di entrate talmente alta che deve servire a mantenere la comunità e a pagare i debiti che abbiamo già fatto. In parole povere per creare occupazione bisogna affidarsi all’impresa seria quella legale quella non speculatrice quella che investe veramente, rischia e non è aggrappata alla speculazione sui fondi pubblici”.
 

 
CGIL SICILIA - Mariella Maggio, segretario
“Col concorso pubblico non vanno riconosciuti gli anni di lavoro”

A proposito della stabilizzazione di 5 mila precari alla Regione nelle categorie A e B, qual è il pensiero della Cgil rispetto alla deroga al concorso pubblico, visto che in Sicilia ci sono 96 mila persone che non hanno mai avuto la possibilità di lavorare. Sono giuste le stabilizzazioni così fatte?
“Trattandosi di lavoratori che da tantissimo tempo lavorano per la Regione, possiamo dire che si è perso tempo e si è alimentata una pletora di soggetti che hanno lavorato in una condizione di assoluta precarietà. Alla trattativa hanno lavorato i sindacati di categoria, questo però non significa che la Regione si possa fermare semplicemente a fare operazioni di questo tipo perché la sollecitazione, che da tempo proviene dal sindacato, è quella di mettere in moto delle iniziative che facendo leva sullo sviluppo possano creare occupazione, non solo per coloro che non hanno mai avuto la possibilità di lavoro, ma anche per quelle realtà che sono in crisi. E poi nella pubblica amministrazione non ci sono solo i precari della Regione ma anche quelli delle amministrazioni comunali che a seguito del Patto di stabilità non trovano sistemazione definitiva”.
Ma allora non sarebbe più giusto fare un concorso pubblico dando la possibilità di partecipare a tutti, non solo a chi ha avuto esperienza di lavoro nella Pa?
“Il punto sta in una condizione di precariato che attraverso il concorso pubblico non andrebbe riconosciuta. La stessa condizione si vive nella scuola dove insegnanti e lavoratori Ata qualificati lavorano da decenni. La Regione deve mettere fine a una condizione di precariato che si basa su un legame perverso col voto di scambio”.
Per la Sicilia che ha il tasso di disoccupazione più alto in tutta Italia, leggere che Agenda 2000 è stata utilizzata senza raggiungere gli obiettivi è un problema serio...
“Noi siamo alla fine del 2010 con i fondi Po 2007-13 che non hanno bandi. La Regione si metta a lavorare con dei progetti che attraverso i fondi Ue portino sviluppo e occupazione. Nell’economia verde in tutto il mondo si sono aperti spazi reali all’occupazione, ma non in Sicilia. Nella nostra regione occorre cominciare a ragionare partendo dalle nostre specificità e non sperare sugli interventi a pioggia”.

Articolo pubblicato il 25 settembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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