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“La qualità dell’ambiente è rimasta solo uno slogan”
di Rosario Battiato

Intervista al consigliere nazionale, ex presidente regionale, di Italia Nostra. Janni: la classe dirigente ragiona in termini di edilizia

Tags: Leandro Janni



CATANIA - Leandro Janni è consigliere nazionale di Italia Nostra, già presidente regionale dell’associazione nonché architetto e progettista. Nel corso degli ultimi anni ha partecipato a diversi tavoli di Agenda 2000 a livello locale regionale e quindi può testimoniare in maniera diretta le motivazioni di questa voragine tra denaro speso e risultati raggiunti. 
Quali sono le ragioni del sostanziale fallimento di Agenda 2000?
“Ho vissuto sulla mia pelle lo sviluppo di Agenda 2000 in Sicilia. Purtroppo il livello culturale dei nostri politici e amministratori è tale che per la maggior parte dei casi venivano approvati progetti che non rientravano nei loro piani di opere triennali, e che quindi miravano essenzialmente all’edilizia. Un errore di fondo nella concezione e gestione dei fondi europei”. 
 
Cosa è mancato?
“Il valore aggiunto sarebbe dovuto essere lo sviluppo sostenibile, che avrebbe dovuto sorreggere tutti i progetti. Invece la qualità dell’ambiente è stata sempre uno slogan rimasto sui tavoli della concertazione. Nella realtà ben altro ha mosso i progetti presentati”.
 
Per il futuro dei fondi europei prevede la medesima sorte?
“Il problema è la presenza di una mentalità arcaica nella nostra regione che non permette lo sviluppo di progetti sostenibili. I nostri politici, ma anche la classe amministrativa, ragionano in termini di edilizia che spesso danneggia i luoghi anziché migliorarli, mentre tematiche veramente importanti come l’acqua, i rifiuti e l’energia non sono state quasi mai considerate”.
 
Il Lombardo quater potrebbe essere l’inizio del cambiamento?
“Esiste sempre la speranza, ma dobbiamo cambiare il livello qualitativo della progettazione e per farlo ci vogliono anche uomini di grandissimo livello. Altrove gli altri Paesi europei hanno impiegato il meglio delle loro risorse intellettuali”.

Articolo pubblicato il 29 settembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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