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Quotidiano di Sicilia

Fare ricorso al Tar col gratuito patrocinio
di Lucia Russo

Occorre agire subito per fare valere i propri diritti. Assistiti dall’avvocato ma a spese dello Stato.

Tags: Lavoro, Precari, Aspirante, Disoccupati



È la Costituzione all’articolo 24, comma 3, che prevede il beneficio del gratuito patrocinio, cioè essere difesi dall’avvocato ma a spese dello Stato. È scritto nella Costituzione: “Sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione”.
Chi vuole presentare il ricorso al Tar deve rivolgersi ad un qualsiasi avvocato amministrativista, infatti il  gratuito patrocinio e' previsto anche per le cause amministrative (oltre a quelle civili; penali e del lavoro; per processo di impugnazione del decreto di espulsione di stranieri; e infine per ricorsi al Garante per la protezione dei dati personali).
Per poter accedere al beneficio del patrocinio a spese dello Stato la condizione necessaria e preliminare è la capacità reddituale dell'istante: il tetto massimo indicato dalla legge è attualmente di 10.628,16 (così adeguato l'originario limite di euro 9.296,22 poi aggiornato ad euro 9.723,84.).
Qualsiasi avvocato cui si dovesse rivolgere chi vuole fare ricorso è a conoscenza di tutti i requisiti necessari per l'istanza di ammissione al patrocinio a spese dello Stato che si presenta al Consiglio dell'Ordine degli Avvocati territorialmente competente. Accertata la sussistenza dei requisiti del reddito e della non manifesta infondatezza della pretesa che si intende far valere in giudizio, entro il termine di dieci giorni dalla ricezione della domanda, il Consiglio competente decide sull'istanza, dandone contestuale comunicazione al destinatario e all'Agenzia delle Entrate, per gli accertamenti e i controlli sulla veridicità delle dichiarazioni presentate dall'ammesso al beneficio.

Articolo pubblicato il 01 ottobre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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