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Recuperare i rapporti umani col paziente Programma formativo di qualità per il 2011
di Valeria Zingale



Nell’opinione pubblica c’è la sensazione che la classe medica sia meno valida di quella di venti anni fa. Cosa ne pensa?
“Naturalmente non sono d’accordo. Da un dato oggettivo, oggi, la Sanità da delle risposte migliori anche a fronte di una maggiore tecnologia che obiettivamente ha ridotto la discrezionalità e l’occhio clinico, così come era inteso molti anni fa. Il professionista di una volta sembrava molto più bravo e autorevole perché si basava solamente su dati soggettivi. Si tratta però di una falsa impressione. Chissà quante delle cure praticate allora, oggi sarebbero agli onori della cronaca perché considerate come casi di malasanità. Possiamo tranquillamente affermare che la preparazione odierna è superiore. In ogni caso ogni generazione è frutto del suo tempo. L’unica cosa che rimpiango di allora è il rapporto umano che era sicuramente più stretto e questa, a mio avviso, è una cosa che andrebbe recuperata. Oltre alla tecnologia è importante la capacità d’ascolto del medico. Il professionista dovrebbe dare l’impressione di una maggiore solidarietà verso il paziente”.

La formazione riveste certamente un ruolo importantissimo nella vostra professione? Quali novità?
“Come Ordine, abbiamo sempre avuto un’attenzione particolare per la formazione. Per il 2011, secondo quelle che saranno le nuove indicazioni, avremo un programma formativo di grande qualità. Io ritengo, infatti, che per cambiare il Paese bisogna partire proprio dalla formazione”.

Articolo pubblicato il 06 ottobre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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