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Messina - Atm al lumicino: solo 50 vetture corse soppresse e buio sui conti
di Francesco Torre

La Regione ha già stabilito che entro l’anno l’azienda dovrà essere trasformata in società per azioni. Servizi tagliati soprattutto nelle periferie. Entro ottobre il superbilancio al Comune

Tags: Amt, Tagli



Messina - La data fatidica è il 31 ottobre. Solo allora l’amministrazione comunale potrà avere reale contezza sul bilancio dell’Atm e porre mano senza altri indugi ad un piano di risanamento. O almeno, così si dice. Perché, in effetti, non sembra poi così necessario stabilire la cifra esatta del debito accumulato dall’azienda speciale per capire che l’ente ad oggi non è nient’altro che uno zombie che cammina (quando cammina!).

654 dipendenti e solo 50 vetture attive. Questo il dato attuale, sconcertante, che già da solo potrebbe dare il senso del dissesto dell’azienda, nonché del disservizio offerto ai cittadini. Ma i numeri sono frutto dell’azione degli uomini, dietro di essi ci sono volti, azioni, responsabilità individuali. Come quelle, ancora solo presunte, dei 23 tra funzionari e dirigenti che a marzo scorso sono stati investiti da brucianti avvisi di garanzia per associazione a delinquere e truffa. Uno scandalo che ben presto arriverà nelle aule del Tribunale, e che vedrà l’Atm scontrarsi proprio con il suo maggiore contribuente, quella Regione Siciliana nei cui confronti, stando alle ricostruzioni dei Carabinieri, sono stati compiuti raggiri sul cosiddetto “contributo di esercizio”, gonfiando cioè cartelle di rimborso per decine di migliaia di euro a esclusivo vantaggio di pochi, tra cui anche il direttore generale dell’azienda, Claudio Conte. E tra i volti, come dimenticare i 30 dipendenti che tra maggio e giugno scorso hanno occupato il tetto della sede di Via La Farina, disperati per il mancato pagamento degli stipendi? Uno di loro aveva anche minacciato di gettarsi nel vuoto, e stiamo parlando solo di pochi mesi fa.
 
Da allora elemosine dalla Regione e dal Comune, contentini per tirare avanti, e un nuovo tariffario (con aumenti oltre il 100%) che nelle case dell’ente sembra aver portato ben poco, e per gli utenti ha avuto proprio i contorni di una beffa. Soprattutto alla luce dell’ultima novità, targata 13 settembre scorso: la soppressione di una decina di corse, perlopiù nei villaggi, che ha creato un vero e proprio sconquasso nella vita di centinaia di famiglie in un momento delicato come quello della riapertura dell’anno scolastico. Come far fronte ad un fallimento di queste proporzioni? La Regione ha già stabilito che l’Atm debba trasformarsi entro l’anno in Spa, e questa potrebbe essere certamente un’occasione di risanamento. “Stiamo lavorando in questa direzione”, fa sapere il commissario ad acta Giuseppe Russo, “e secondo me la Spa dovrà cedere solo una quota di minoranza ai privati”. Staremo a vedere, probabilmente dopo il 31 ottobre. Intanto, rimane lo scandalo di solo 50 vetture attive sulle 168 di proprietà.
 

 
Finanze in rosso. Oltre 51 mln € i debiti stimati
 
Messina - Il bilancio dell’Atm arriverà a Palazzo Zanca solo il 31 ottobre, ma il Comune in via preventiva ha già stanziato nel Triennale 15 milioni di euro a copertura parziale dei debiti, e si aspetta adesso si sapere quanto rimane da sganciare. Secondo le ultime stime annunciate dai vertici dell’Azienda, i debiti al 31.12.2009 sarebbero di 51,446 mln di euro, tra cui 11 mln per il Tfr, 8 verso i fornitori e 7 verso il Comune.
Una cifra enorme ma da risanare per forza se si vuole percorrere la strada della trasformazione in Spa. In quale modo? Innanzitutto, in virtù di 38 mln di crediti vantati presso vari enti e società, secondo il parere della dirigenza Atm. Ma il grosso di questi crediti risiede nei mancati contributi comunali a fronte dei bilanci consuntivi dell’azienda. Altre strade? Sì, la messa in vendita del parcheggio Cavallotti, decisa da Buzzanca che stima un rientro di capitali intorno ai 9 mln di euro. Poi si potrebbe sempre predisporre un piano aziendale serio. Anche se questa non sembra proprio una strada percorribile. (ft)

Articolo pubblicato il 06 ottobre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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