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Condizioni di Lombardo per votare Berlusconi
di Raffaella Pessina

Il governatore è favorevole ad una modifica della legge elettorale. Non solo il Ponte sullo Stretto ma anche altre infrastrutture

Tags: Ars, Raffaele Lombardo, Berlusconi, Ponte Sullo Stretto. Saverio Romano, Francesco Cascio



PALERMO - “Se Berlusconi rispetta gli impegni per il Sud, lo voteremo”. Queste le esternazioni del presidente della Regione Raffaele Lombardo che ha dichiarato che se il Governo nazionale non metterà in atto le misure preannunciate a favore del Sud, l’Mpa non avrà più alcun motivo per sostenerlo. E  specifica che non si tratta solo del Ponte sullo Stretto, ma anche delle infrastrutture e soprattutto delle linee ferroviarie. 

A chi lo accusa di tradimento, Lombardo risponde di essere stato eletto dalla gente, specificando però che ciò è avvenuto con l’appoggio dei partiti, e che ha sempre lavorato solo per il bene della Sicilia. Lombardo spezza una lancia in favore della proposta di modifica della legge elettorale, privilegiando un sistema in cui i cittadini possano scegliere il proprio candidato in modo che questi sia responsabile di ciò che fa. Lombardo conclude chiedendo al Presidente del Consiglio di assegnare alla Sicilia la fiscalità di vantaggio, ottenendo una autorizzazione specifica dall’Ue.

Per ridurre le spese della Regione Lombardo, intanto, ha operato alcuni tagli con dei provvedimenti presi in Giunta: sono state abbassate del 10 per cento le indennità di funzione spettanti agli assessori regionali, unitamente ad una riduzione del numero dei componenti degli uffici di gabinetto, razionalizzato l’uso della telefonia mobile da parte dei dipendenti regionali e ridotto il parco macchine ad una sola auto per ogni assessorato (12).

Questi provvedimenti seguono di poco quelli già intrapresi dal Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Francesco Cascio, che aveva operato tagli molto simili a quelli adottati dal Governatore nei confronti dei deputati regionali e dei dipendenti di Palazzo dei Normanni. E a proposito del Presidente Cascio, che questa settimana ha presentato la riunione Plenaria dell’Osce, si registrano alcune sue dichiarazioni a margine del convegno, con le quali fa capire di essere dalla parte di chi vuole le elezioni anticipate: “Ha ragione Bersani (Pd) quando dice che il centrodestra in Sicilia si è frantumato – ha detto – ma è altrettanto vero che quando si rompe la coalizione che ha eletto il presidente regionale si torna a votare, non si ricercano altre maggioranze parlamentari”.

Non accennano intanto a diminuire le polemiche tra i partiti di maggioranza e opposizione. In particolare Saverio Romano del Pid (Popolari per l’Italia di Domani) stigmatizza l’accanimento contro il Senatore Totò Cuffaro da parte del Pd, che “denota – ha detto Romano – mancanza di argomenti e di proposta politica. Lupo si occupi di Cracolicismo – ha concluso Romano - fenomeno clientelare di occupazione del basso sottogoverno regionale, sottospecie del Lombardismo, cui si ispira per trasformismo e inciuci vari”.

Lo stesso Cuffaro aveva replicato a Lupo e alle sue dichiarazioni di qualche giorno fa, dicendo di avere abbandonato da tempo la politica attiva. Lupo aveva detto che con l’ingresso del Pd in giunta si sarebbe fatto fuori il cuffarismo dal governo.
Intanto, il nuovo deputato regionale Mario Parlavecchio , esponente politico dell’Udc di Casini, ha lasciato la giunta comunale di Palermo. L’assessore si è dimesso consegnando al sindaco la delega all’Ambiente. Parlavecchio, che è subentrato all’Ars al deputato Salvatore Cintola, deceduto, ha dichiarato di essersi dimesso per incompatibilità con il nuovo ruolo impegnativo all’Ars. Il mese di novembre e il giro di boa della  metà della  15ma legislatura si sta avvicinando e, probabilmente, dopo le festività natalizie, periodo in cui si dovrebbero chiarire anche gli intenti politici a livello nazionale, si potrà arrivare ad una definizione delle coalizioni politiche in Sicilia.

Articolo pubblicato il 07 ottobre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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