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Palermo - Da un anno senza Ufficio stampa, il Comune preferisce stabilizzare
di Luca Insalaco

Corradino (Ordine): “Nascerebbe un ufficio anomalo”. Cicero (Assostampa): “Concorso-farsa”. Revocato il concorso per 13 unità, ora si cercano Lsu interni anziché professionisti

Tags: Palermo, Stabilizzazione



PALERMO – Da più di un anno il Comune della quinta città d’Italia è privo di ufficio stampa. Le notizie da Palazzo delle Aquile filtrano attraverso la portavoce del sindaco ed attraverso degli addetti stampa dei singoli assessori e consiglieri comunali. La vicenda è presto detta: nel dicembre del 2008, il Comune ha bandito un concorso per l’assunzione a tempo indeterminato di 13 giornalisti con contratto triennale a tempo pieno e riserva dell’85% per i giornalisti già in servizio. Un concorso, questo, per stabilizzare i lavoratori co.co.co. dell’ufficio stampa, secondo quanto previsto dalla Finanziaria del 2008.  Nelle more della pubblicazione delle graduatorie definitive, i giornalisti hanno lavorato senza retribuzione fino al mese di giugno dello scorso anno, quando hanno rifiutato di sottoscrivere i nuovi contratti a titolo gratuito loro proposti. Da qui l’azzeramento dell’ufficio e il conseguente black-out da Palazzo.

Dopo un pronunciamento dell’Avvocatura comunale, che ravvisava alcuni elementi di illegittimità nel concorso anche sull’attribuzione ai giornalisti del trattamento previsto dal contratto di categoria, lo scorso mese di gennaio l’assessorato comunale alle Risorse umane ha definitivamente revocato il concorso. L’ultima puntata della telenovela risale alla scorsa estate, quando l’amministrazione comunale ha deciso di coprire i posti vacanti stabilizzando cinque lavoratori socialmente utili.
 
La delibera è la numero 145 del 19 luglio scorso ma il concorso non è stato ancora pubblicato. La reazione dell’Ordine e del sindacato dei giornalisti è stata vibrante. Un “concorso farsa” lo ha definito il segretario regionale dell’Assostampa, Albero Cicero. Una vicenda “sconcertante” per Vittorio Corradino, presidente dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia, secondo il quale “ai giornalisti deve essere sempre applicato il contratto nazionale di lavoro di categoria. Il contratto degli enti locali che l’amministrazione vorrebbe applicare ai cinque Lsu – ha detto - , non prevedendo le tipologie di impiego specifiche del lavoro giornalistico - qualifiche, mansioni, multimedialità e via dicendo - farebbe comunque nascere un ufficio stampa quanto meno anomalo”.
 
Anche l’opposizione è intervenuta nella vicenda. Ninni Terminelli (Pd) ha presentato un’interrogazione per chiedere la revoca della delibera dello scorso luglio, definita “un atto tanto grave quanto ridicolo”. L’assessore comunale alle Risorse umane, Roberto Clemente, dal canto suo, conferma l’intenzione dell’amministrazione: “Stiamo facendo una ricognizione per vedere se ci sono Lsu in possesso dei titoli necessari per l’ufficio stampa”.

Articolo pubblicato il 08 ottobre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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