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Catania - Una metro lenta anche a crescere, lÂ’impietoso paragone con Torino
di Melania Tanteri

Nel capoluogo piemontese un sistema integrato dei trasporti in piena sinergia con bus e treni. Due infrastrutture relativamente recenti, ma con uno sviluppo assai diverso

Tags: Trasporti, Infrastrutture, Metro, Treni



Prima puntata
 
CATANIA - Due città diverse, per storia, tipologie e numero di abitanti, accomunate dalla presenza “tardiva” della metropolitana cittadina. Sono Torino e Catania, in cui il mezzo di trasporto pubblico sotterraneo è stato realizzato da pochi anni ed è ancora in fase di costruzione e di completamento.
Le due infrastrutture, giudicate fondamentali per la mobilità di entrambe le città, sono dunque recenti, ma quella di Torino spicca per la velocità della sua costruzione, in rapporto alla lunghezza, all’opposto di quella etnea che, nonostante siano passati oltre dieci anni, risulta ancora troppo breve per essere efficace.

Sono 9,6 i chilometri e 14 le stazioni realizzati a Torino, dal 2000, anno di inizio dei lavori al 2007, numeri che cambieranno nel 2011, data prevista per la consegna delle tratte tutt’ora in realizzazione, quando i chilometri sarenno 13,2 e le stazioni 24.
Solo 3,8 i chilometri realizzati e 6 le stazioni a Catania tra il 1987 e il 1991 (la tratta è però entrata in esercizio nel 1999, dopo 12 anni dall’inizio dei lavori) che diventeranno meno di nove nel 2012, anno previsto per la consegna delle tratte attualmente in fase di costruzione.

Numeri asimmetrici e oggettivi, che poco hanno a che fare con l’estensione dell’area cittadina o con il numero di abitanti, ma che riguardano, principalmente, la capacità, della politica più che della tecnica, di dare seguito ai progetti.
Lo squilibrio tra le due città rimane, anche rapportando i numeri di Gtt (società che gestisce la metro del capoluogo piemontese) e la Ferrovia Circumetnea di Catania: il costo del biglietto in rapporto al servizio, per esempio, relativamente al quale la metropolitana catanese rimane al palo. A Catania, esiste un solo tipo di biglietto che ha una validità di 90 minuti e costa novanta centesimi, ma non ci sono integrazioni tariffarie con gli altri mezzi di trasporto e con le altre società di trasporto pubblico locale.

Il biglietto per la metropolitana di Torino, costa sì un euro e ha una validità di 70 minuti, ma acquistandolo è possibile viaggiare potendo contare con l’ interscambio con 51 linee di superficie e con la rete ferroviaria interna alla città. La metropolitana si integra infatti con il servizio ferroviario Gtt (Spa di proprietà della Città di Torino, nata dalla fusione di due storiche realtà del trasporto pubblico: Atm e Satt) e Trenitalia; il biglietto permette, dunque, di utilizzare un unico abbonamento per utilizzare tutto il servizio di trasporto urbano e suburbano.

Anche il numero di utenti è squilibrato a favore dell’infrastruttura torinese rispetto a quella della Fce: nel 2009 gli utenti della metropolitana torinese sono stati circa 90 mila al giorno. Poco più di mezzo milione quelli della metro etnea, ma in otto mesi (da gennaio 2010 ad agosto 2010) comunque con una differenza di un più 170 mila rispetto allo stesso periodo del 2009.
La domanda, a questo punto, sorge spontanea: visti i tempi che ci sono voluti a Catania per realizzare appena 3,8 km di tracciato, sarà rispettato il cronoprogramma che ne prevede altri cinque in appena due anni?

Articolo pubblicato il 09 ottobre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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