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Palermo - Cambi di casacca e toto-candidati torna frizzante il dibattito politico
di Luca Insalaco

Circolano già alcuni nomi dei politici che probabilmente correranno per la poltrona di primo cittadino. Provincia e Comune, grandi cambiamenti e anche estrema incertezza

Tags: Candidati, Sindaco, Diego Cammarata, Giovanni Avanti



PALERMO - Gli sconvolgimenti che stanno interessando la politica romana, hanno innescato una serie di trasformazioni anche a livello regionale e provinciale. È una stagione di turbolenze, di estrema incertezza, di novità imminenti che preludono a clamorosi cambi di casacca. A Palazzo delle Aquile, spentisi i riflettori sulla visita del Papa, si attende a giorni l’annunciato rimpasto nella giunta municipale con contestuale ridistribuzione delle deleghe. Per certi sono dati gli ingressi Giuseppe Milazzo e Stefano Santoro (Pdl). Ha già rassegnato le dimissioni, invece, l’ex-assessore all’Ambiente nonché deputato regionale, Mario Parlavecchio (Udc). Da Piazza Pretoria si guarda a Roma anche per eventuali crisi di governo che portino ad elezioni anticipate. In questo caso, il sindaco Cammarata sarebbe pronto a correre per un seggio in Parlamento ed a mettere fine anzitempo al suo mandato. L’eventualità è guardata con attenzione dall’opposizione, che ha deciso di stringere i tempi per giungere ad una candidatura unitaria. Il centrosinistra già la scorsa settimana si è riunita per confrontarsi e discutere di alleanze. Un aspirante alla poltrona di primo cittadino c’è già ed è Davide Faraone (Pd), che sta rinserrando le fila in vista di eventuali primarie. Nel centrosinistra si aspetta invece ancora che sciolgano le riserve Rita Borsellino e Leoluca Orlando.

Le turbolenze non hanno risparmiato neppure la Provincia. A Palazzo Comitini, dopo la rottura tra Casini e Saverio Romano, l’Udc è scomparso dal Consiglio provinciale. I consiglieri (Santi Bellomare, Bartolo Di Salvo, Sebastiano Fontana, Giuseppe Gennuso, Giuseppe Mortillaro, Pietro Polizzi, Vincenzo Randazzo e Luigi Vallone) e gli assessori (Salvatore Cerra, Vito Di Marco e Domenico Porretta) eletti tra le fila dell’Udc, infatti, hanno deciso di abbandonare il loro partito con il placet del presidente Avanti, per aderire in blocco al progetto politico dei Popolari per l’Italia di domani. Ha abbandonato l’Udc per approdare al Pdl Sicilia, il consigliere Giuseppe Fiore, portando il partito dei miccicheiani ad essere il più rappresentato in Consiglio con 9 esponenti. L’esodo ha toccato lo Scudocrociato anche in Consiglio comunale, dove sono fuoriusciti i consiglieri comunali Doriana Ribaudo, Orazio Bottiglieri, Giovanni Di Maggio e Giusto Gennaro, transitati nel nuovo partito che fa capo a Cuffaro, Mannino e Saverio Romano. A Sala delle Lapidi i casiniani puntano ora a fare campagna acquisti nel Gruppo Misto. Chi non farà le valigie, invece, è il presidente del Consiglio provinciale, Marcello Tricoli (Pdl), che nei giorni scorsi ha bocciato la decisione di formare un nuovo soggetto politico come Futuro e Libertà “sbagliata nella forma e nei contenuti”.
 
Dal punto di vista dell’attività d’aula, invece, in settimana, il Consiglio provinciale ha approvato la delibera di salvaguardia degli equilibri di bilancio e sull’attuazione dei programmi delle varie direzioni dell’Ente, con diciotto voti favorevoli ed i dieci voti contrari del centrosinistra. L’assessore al Bilancio, Carola Vincenti (data in procinto di entrare nella squadra di Cammarata) ha definito la programmazione finanziaria della Provincia “assolutamente in linea rispetto alle previsioni di inizio dell’anno”. L’opposizione, invece, si è vista respingere la pregiudiziale con la quale aveva chiesto all’esecutivo di promuovere l’istruttoria delle proposte di delibera riguardanti il riconoscimento dei debiti fuori bilancio presenti e di riproporre l’atto al Consiglio per legittimarli, evitando così di incidere sul rispetto del patto di stabilità.

Articolo pubblicato il 09 ottobre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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