Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia è su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app

Il sistema delle verifiche va ancora messo a punto
di Francesco Torre

Spesso le email certificate non vengono lette in tempi accettabili. Ma attivare la casella non basta per essere “adempienti”

Tags: Pec, Pa, Enti Locali



Palermo - Le amministrazioni comunali siciliane sono inadempienti, o almeno molte di esse. Ma il ministero della Pubblica Amministrazione e dell’Innovazione non brilla certo per trasparenza e precisione. Già nel luglio scorso, all’epoca cioè della black list stilata da Brunetta e delle annunciate sanzioni (peraltro non previste per legge), alcuni enti alzarono giustamente un polverone perché in effetti, a differenza di quanto dichiarato dal ministro, loro la Pec l’avevano attivata, e nemmeno da poco. è successo, per esempio, alla Normale di Pisa così come al Comune di Prato. E adesso con i comuni siciliani si rischia di cadere nello stesso tranello.

Secondo i dati del ministero, infatti, il Comune di Milazzo, uno dei più popolosi della provincia messinese, risulterebbe privo di Pec. Basta invece controllare sul sito internet istituzionale dell’ente per vedere che gli indirizzi di Pec attivati sono addirittura 11! E stesso discorso vale per il Comune di Comiso (RG), anch’esso nella lista nera ma in realtà attivo con due indirizzi di posta certificata, e nello stesso “limbo” sono altre realtà comunali. Bacchettare i Comuni inadempienti va bene, dunque, purché contestualmente venga bacchettato anche il sistema informatico di verifica del Ministero.

In realtà, comunque, attivare la casella di per sé non basta per essere adempienti. è questa l’altra faccia della medaglia del vincolo imposto dal ministero della Pubblica Amministrazione ai Comuni. è stato lamentato da associazioni di consumatori e singoli cittadini, infatti, che in alcune amministrazioni benché la Pec sia presente pure i disservizi non manchino. Ovvero: o i tempi di risposta si rivelano biblici, oppure addirittura dietro quell’indirizzo non c’è materialmente alcun funzionario che si occupa della gestione delle mail, che marciscono dunque nel server senza mai generare alcuna risposta. Le sanzioni sarebbero previste anche in questi casi, ma finora i tagli alle retribuzioni sono stati solo minacciati, mai resi operativi.

Articolo pubblicato il 12 ottobre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




Leggi tutti gli articoli sull'argomento
  • Pec: i Comuni ignorano Brunetta -
    E-gov. Le istituzioni siciliane ferme all’età della carta.
    Le norme. Innanzitutto fu il Cad (Codice dell’amministrazione digitale) nel 2005 a introdurre l’obbligo della Pec. La legge 2/09 ha poi imposto una casella per ciascun registro di protocollo.
    In Sicilia. Su 390 Comuni, solo 148 si sono adeguati. Tutti gli altri non hanno questo strumento che consentirebbe un risparmio sulla carta e sulle spese postali dell’invio tradizionale.
    (12 ottobre 2010)
  • Il sistema delle verifiche va ancora messo a punto -
    Spesso le email certificate non vengono lette in tempi accettabili. Ma attivare la casella non basta per essere “adempienti”
    (12 ottobre 2010)
  • LÂ’Italia si mantiene ancora distante dagli standard Ue -
    Come avvengono le comunicazioni tra cittadini imprese straniere. La Pec non è riconosciuta in Europa, che ha altri protocolli
    (12 ottobre 2010)


comments powered by Disqus