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Energia, giù la richiesta nel 2009. Sicilia: verde il 10% di produzione
di Rosario Battiato

Il Gestore dei servizi energetici (Gse): la crisi economica ha fatto calare i consumi del 6%. All’interno delle fonti rinnovabili l’eolico continua ad essere privilegiato

Tags: Energia Elettrica, Fonti Rinnovabili, Eolico



ROMA – Buone notizie sull’apporto delle fonti rinnovabili nel bilancio di energia elettrica 2009 dell’Italia. Lo ha comunicato in una nota il GSE (Gestore dei Servizi Energetici) dove si legge che “la richiesta di energia elettrica sulla rete in Italia è risultata pari a 320,3 TWh, circa il 6% in meno rispetto all’anno precedente”. Nell’anno della crisi ne risentono principalmente i consumi industriali che sono diminuiti del 14% con particolari effetti sul comparto siderurgico. Pressoché invariati gli altri settori. Emergono i dati dell’avanzata delle rinnovabili a discapito delle fonti fossili, ma anche la maggiore dipendenza dall’estero.

“La richiesta di energia elettrica – si legge nel dossier - è stata soddisfatta con un maggior ricorso alle importazioni nette (+12%) e ad un minor ricorso alla produzione nazionale (-8%). Il forte incremento della generazione da fonti rinnovabili (+19%) ha contribuito a ridurre ulteriormente l’utilizzo dei combustibili fossili (-14%). Le fonti fossili continuano a fornire il contributo principale al soddisfacimento della domanda elettrica (65%), seguiti dalle rinnovabili (21%) e dalle importazioni nette (14%)”.
Andando nel dettaglio il ruolo di leadership resta sempre all’idroelettrico (-16% dal 2000 al 2009), seppure in calo per la corsa dell’eolico. “Gran parte di tale crescita (67%) – prosegue il rapporto -  è spiegata dall’aumento della produzione idroelettrica che raggiunge i 49.138 GWh (+18% rispetto al 2008) grazie alle favorevoli condizioni di idraulicità registrate nell’ultimo anno.
Sempre più rilevante è il contributo rappresentato dalla produzione degli impianti eolici e da quella degli impianti alimentati con biomasse e rifiuti. La prima è cresciuta del 35% fino a raggiungere 6.543 GWh, la seconda del 28% per 7.631 GWh”.

In Sicilia le proporzioni tra le forze in campo sono invece abbastanza differenti. Secondo gli ultimi dati pubblicati da Terna e aggiornati al dicembre del 2009 la produzione complessiva siciliana di energia elettrica è pari a 23.732,5 GWh, composta per 21.567,5 GWh da fonte termoelettrica tradizionale. Tradotto in percentuale significa che le fonti rinnovabili incidono nell’Isola per meno del 10% complessivo, mentre il termoelettrico tradizionale produce il 91% dell’energia isolana. All’interno della piccola porzione di rinnovabili l’eolico continua ad essere la fonte privilegiata con una produzione di 1.444,4 GWh nel 2009, a fronte di 33,3 GWh di fotovoltaico e 687,3 GWh di idroelettrico.

L’Isola patisce la concorrenza delle Regioni settentrionali persino nei settori dove il patrimonio naturale dovrebbe essere ovviamente favorevole alla produzione siciliana, come nel solare.
Rispetto al 2008 c’è stato un calo generale della produzione (24.681,9 GWh la produzione lorda) e un ridimensionamento delle fonti fossili che comunque non ha lo spessore del calo medio italiano. I dati dell’anno precedenti infatti attestavano una produzione da fonte termoelettrica tradizionale del 93%, quindi appena due punti percentuale in più. Tuttavia questo ridimensionamento si deve principalmente e quasi esclusivamente allo sviluppo dell’eolico che tra il 2008 e il 2009 ha avuto una crescita di 400 GWh.

Articolo pubblicato il 13 ottobre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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