Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia Ŕ su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app

Palermo - Condono edilizio, che spreco 40 mila pratiche ancora ferme
di Luca Insalaco

Troppe le pratiche in attesa di essere definite. Basse le istanze presentate con perizia giurata. Mancati introiti per il Comune e abusivismo incontrollato. La situazione è precaria

Tags: Palermo, Condono Edilizio, Abusivismo



PALERMO – L’abusivismo è dilagante in città. Se il commercio ha l’aspetto folkloristico delle bancarelle e dei gazebo dislocati in ogni parte del capoluogo, meno rassicurante è quello edilizio, specie laddove si rivela causa di crolli e cedimenti strutturali. Di questi aspetti, tuttavia, non si parla mai, se non in seguito ad incidenti come quello della palazzina venuta giù qualche settimana fa all’Arenella o alle frane che lo scorso anno hanno interessato Belmonte Chiavelli.

A rendere più precaria e instabile la situazione è poi la lentezza della burocrazia. Le lungaggini della macchina amministrativa hanno il triste volto dei numeri: “Dal 1985 pendono, in attesa di essere definite oltre 40mila istanze di condono edilizio – con i conseguenti rischi laddove gli abusi implichino anche interventi di tipo strutturale – senza che l’amministrazione si preoccupi di organizzare un ufficio che in pochi mesi esamini e decida su queste pratiche, a Palermo si continua a costruire per lo più abusivamente, devastando il territorio e mettendo a repentaglio la salute e la vita degli abitanti” accusa Nadia Spallitta, capogruppo di Un’Altra Storia in Consiglio comunale. 

Nei giorni scorsi la Spallitta ha presentato un’interrogazione chiedendo, tra le altre cose, la costituzione o il potenziamento degli uffici che definiscono le istruttorie delle sanatorie pendenti, “anche al fine di evitare tragedie come quella dell’Arenella che, con interventi adeguati e tempestivi dell’amministrazione, probabilmente si sarebbe potuta evitare”.

La macchina comunale, insomma, è ingolfata, né si è giovata della perizia giurata. La perizia - lo ricordiamo - sostituisce a tutti gli effetti di legge la concessione o autorizzazione edilizia in sanatoria, sempre che si provveda al versamento in favore del Comune degli oneri dovuti. È sufficiente che il richiedente ne presenti una a firma di un tecnico abilitato alla professione o integri entro 180 giorni le stesse istanze di condono con la documentazione prevista dalla legge e con la documentazione richiesta dall’amministrazione. Lo strumento aiuterebbe di certo ad accelerare i tempi di risposta, ma il numero di istanze presentate è ancora basso. La definizione delle pratiche di sanatoria avrebbe naturalmente dei riflessi positivi per le non proprio floride finanze comunali, anche in considerazione delle premialità previste dalla Legge regionale n.17/2004.
 

 
Gli uffici preposti. Milone: “Solo due persone in servizio”
 
PALERMO – “La causa dei ritardi nella definizione delle pratiche è di sicuro la carenza di personale, visto che l’ufficio che se ne occupa conta appena due persone in servizio – dice l’assessore comunale all’Edilizia privata, Mario Milone -. Qualche giorno fa, in ogni caso, ho chiesto un potenziamento degli uffici con 10 nuove unità operative. Ho ricevuto in tal senso ampie rassicurazioni da parte dell’assessore comunale al Personale e conto che queste nuove unità possano entrare in servizio a breve. Nonostante l’esigua dotazione di personale, comunque, nei primi 9 mesi dell’anno, abbiamo incassato ben 1,5 mln di euro, a fronte dei 2,5 mln di euro che all’inizio dell’anno rappresentavano l’obiettivo in fatto di entrate. Speriamo dunque – conclude Milone - che con il nuovo personale sia possibile smaltire le pratiche con più celerità e soddisfare le previsioni di entrata”.

Articolo pubblicato il 13 ottobre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus

´╗┐