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Edilizia in crisi: più licenziamenti per poter ricorrere al part-time
di Michele Giuliano

Allarme della Cisl Messina: le imprese “furbe” accrescono il sommerso e non tutelano i lavoratori. Secondo i sindacati in Sicilia il settore ha perso 30 mila posti di lavoro tra ‘08 e ‘09

Tags: Edilizia, Crisi, Cisl Messina



PALERMO - Troppi i lavoratori edili licenziati, così come tanti sono le imprese che improvvisamente hanno deciso di fare ricorso al lavoro part-time per questo specifico profilo professionale. Puzza di bruciato questa nuova tendenza in Sicilia e i sindacati sono già in allarme.

Appare infatti abbastanza evidente questo trend statistico per non pensare che dietro tanti imprenditori siciliani stanno speculando. Difficile in questo caso credere alle coincidenze anche perché ci troviamo in Sicilia, terra in cui il sommerso dilaga nel mercato del lavoro ed in particolare investe proprio l’edilizia, dietro solo all’agricoltura. Pare infatti che le dite stiano aggirando il problema furbescamente in questo momento di difficoltà. Nel senso che stanno licenziando per poi riassumere fittizziamente con un contratto part-time per l’appunto, che prevede ovviamente molti meno oneri previdenziali e contributivi da sborsare.

Poi però, alla fine, quel contratto non viene per nulla rispettato: nel senso che il lavoratore viene costretto a lavorare come se avesse un normalissimo tempo pieno. In pratica erge il vecchio sistema “o ci stai o te ne vai”. L’allarme arriva dalla provincia di Messina in particolare. Qui viene chiesta addirittura “una task force per riportare la legalità nei cantieri edili”. A esigerlo la Cisl provinciale di Messina e la Filca Cisl, che in una lettera inviata al prefetto Francesco Alecci lo invitano a coordinare la struttura, della quale dovranno far parte non solo i sindacati, ma anche i rappresentanti dell’Ispettorato del lavoro, dell’Inail e dell’Inps. “Il dato allarmante - spiegano il segretario generale della Cisl, Tonino Genovese, ed il segretario della Filca Cisl, Pippo Famiano - è l’aumento preoccupante dei part-time, una tipologia contrattuale che spesso nasconde un vero e proprio lavoro a tempo pieno. Così il dato di mille lavoratori edili in meno rispetto allo scorso anno diventa ancora più pericoloso, perché probabilmente si continua a lavorare ma senza tutele previdenziali e assicurative”.

Stando alla Cisl messinese, nel semestre che va da ottobre 2009 a marzo 2010 sono stati registrati 696 rapporti di lavoro part-time in 476 imprese edili: lo stesso arco di tempo nel quale le aziende hanno denunciato un migliaio di dipendenti in meno. Una coincidenza? A naso sembra proprio di no. Il problema ovviamente non è solo del messinese. In tutta la Sicilia in edilizia si sono persi tra il 2008 e il 2009 qualcosa come quasi 30 mila posti di lavoro secondo quanto dice la Fillea Cgil. Ma se l’edilizia non riparte è l’intero treno dell’economia che resta al palo, rimarca la Cisl che dichiara che vigilerà con l’associazione di categoria della Filca affinché la politica si muova. Pertanto, il sindacato rivendica pure il monitoraggio congiunto, tra Regione ed Enti locali, per il via alle opere già appaltate, coperte da finanziamento e consegnate, sbloccando i vincoli e i veti della burocrazia. E il finanziamento, con una quota dei fondi Fesr, dei piccoli cantieri (sotto i 5 milioni) per il recupero e la riqualificazione di centri urbani e patrimonio artistico.
 

 
Casse edili. In Sicilia appalti in calo dal 2007
 
PALERMO - Secondo quanto riportato dalle Casse edili, questa fortissima contrazione di addetti nel settore edile in Sicilia è legata ad una crisi degli appalti, che nell’ultimo triennio ha colpito le circa 5 mila imprese delle costruzioni industriali, artigiane e cooperative della Sicilia e i circa 100 mila addetti. Tutto questo ha provocato oltretutto la chiusura di centinaia di realtà. Il mercato delle opere pubbliche in Sicilia valeva nel 2007 ben 1.225 gare per 1.242 milioni di euro, ma nel 2008 il valore si è dimezzato (832 gare per 652 milioni) e nel 2009 si è registrata un'ulteriore flessione del 10% (661 gare per 590 milioni), tendenza negativa che purtroppo si conferma anche nel 2010.
Un periodo nero che viene confermato anche nella provincia nissena. A lanciare l'allarme in questo caso è l'Ance, l’Associazione nazionale dei costruttori edili, attraverso il presidente Michelangelo Geraci: “Lo scorso anno la Cassa edile di Caltanissetta - dice - aveva 4.500 lavoratori, mentre quest'anno gli iscritti sono calati a 2.600. La crisi è dovuta a diversi fattori, primo fra tutti il calo dell’80 per cento negli appalti pubblici”.

Articolo pubblicato il 14 ottobre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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