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Quotidiano di Sicilia

“Perché sì a Porto Empedocle?” Lì non c’è il petrolchimico
di Rosario Battiato

Risposta ad una delle domande-chiave dei fautori del rigassificatore. Il “no” dipende dalla mancanza di assoluta sicurezza

Tags: Rigassificatore, Porto Empedocle, Priolo, Melilli



PORTO EMPEDOCLE (AG) – A Priolo e Melilli la vicenda del rigassificatore appare ancora troppo delicata per poter effettivamente immaginarne il futuro mentre a Porto Empedocle sembra che tutto stia andando per il verso giusto. Almeno fino a qualche giorno fa.
Di certo tra il centro agrigentino e l’area del petrolchimico esistono profonde differenze che fanno propendere per la costruzione del primo e per il rinvio o il riposizionamento del secondo.

Nei giorni scorsi l’Enel ha annunciato che la costruzione comincerà nelle prossime settimane, ma, nonostante il via libera ottenuto nelle varie sedi per la costruzione di Porto Empedocle, qualcosa sembra incrinarsi. Ad inizio settembre il commissario per la Concorrenza Joaquín Almunia, in seguito ad un’interrogazione della parlamentare europea Sonia Alfano (Idv) sulla presunta violazione di alcune norme comunitarie, ha chiesto e ottenuto dal governo italiano chiarimenti in materia. L’oggetto del contendere, di cui ha parlato nei giorni scorsi l’ex assessore (ora alle Infrastrutture, ndr) Russo in una lettera inviata all’Erg il 4 ottobre, riguarda gli aiuti di stato, che potrebbero infastidire Bruxelles sul tema della concorrenza.

Intanto il consiglio provinciale di Agrigento ha votato l’approvazione dell’odg sulla costituzione dinanzi al Tar agrigentino in merito al pronunciamento sulla legittimità  delle autorizzazioni rilasciate per la realizzazione del rigassificatore di Porto Empedocle. Sebbene accomunati da un destino di ricorsi e proteste i due impianti mantengono profonde differenze di natura ambientale e territoriale, dovendosi collocare uno in un’area profondamente devastata e già martirizzata da anni di petrolchimico e l’altro in una realtà del tutto differente.

Articolo pubblicato il 15 ottobre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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