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Regione schizofrenica, taglia ma assume
di Carlo Alberto Tregua

Senza soldi non si canta messa...

Tags: Regione Siciliana, Gaetano Armao, Economia



L’assessore all’Economia, Gaetano Armao, ha dichiarato che con un taglio lineare sarà ridotta la spesa corrente del trenta per cento. Quindi, una politica di rigore per rimettere in carreggiata le dissestate finanze regionali e, di conseguenza, quelle dei Comuni. Al riguardo rivolgiamo un plauso all’assessore Chinnici per avere detratto dai trasferimenti ai Comuni le anticipazioni che la Regione, a suo tempo, aveva fatto in materia di rifiuti. Ogni amministratore deve essere messo di fronte alle proprie responsabilità. Se prima ha scialacquato, ora deve rientrare nell’ordinaria amministrazione.
L’assessore Armao ha anche precisato che il taglio non avverrà per le spese obbligatorie e che neanche il blocco della spesa di venti giorni le toccherà. Si tratta di una discriminazione intollerabile. Perchè quando in una famiglia o in una pubblica amministrazione si chiedono sacrifici per una situazione contingente, i sacrifici devono essere chiesti a tutti. è iniquo, e il Presidente di tutti i siciliani non deve permetterlo, che si soffochino i dipendenti di tutti i fornitori di Regioni e Comuni e si continuino a pagare tranquillamente gli stipendi dei dipendenti pubblici, nonché le ricche indennità dei parlamentari (26 mila € mensili) oltre che gli abnormi stipendi di 7-8 mila € al mese dei dipendenti dell’Ars.

Vi è un’altra questione abnorme: quella del Famp (Fondo di amministrazione per il miglioramento delle prestazioni). Si tratta di un fondo, udite udite, per straordinari e premi di produzione da attribuire ai 15.600 dipendenti regionali, fra i 1.500 e i 3.000 € annui. Tali premi e straordinari vengono corrisposti anche ai lavoratori a tempo determinato in una forbice tra i mille e i duemila euro.
Ma come? è noto che i dipendenti regionali e comunali sono improduttivi e in grande sovrabbondanza rispetto alle esigenze degli enti e, tuttavia, si corrispondono a essi straordinari e premi di produttività? Un privilegio inaudito che  i vertici regionali usano con un metro completamente diverso fra i propri dipendenti e quello dei terzi.
Fa ridere pensare che migliaia di inutili dipendenti regionali e comunali lavorino di più dell’orario normale per prendere straordinari, o addirittura che siano premiati per il loro far niente. Fa ridere l’Europa, non noi provinciali.
 
Vogliamo evidenziare un’ulteriore anomalia dei contratti dei regionali e cioè la cosiddetta indennità di presenza: si paga il dipendente perchè sia presente. Ma perchè - vogliamo chiedere all’assessore al ramo - Lei vorrebbe pagare i dipendenti anche quando sono assenti? è chiaro che la domanda non si rivolge alla persona che in questo momento ha la responsabilità, ma all’assessore in quanto istituzione.
Tutte queste magagne saranno riprese a tempo quando arriverà il momento delle elezioni perchè i siciliani capiscano che il disastro in cui ci troviamo dipende da responsabilità precise di uomini politici, che hanno governato la nostra Isola nel loro interesse e non in quello dei siciliani.
Essi hanno approfittato dello stato di bisogno in cui hanno scientificamente mantenuto l’economia siciliana, scambiando il consenso (voto) con la dazione di un favore.
È ora di smetterla con questi comportamenti asociali ed occuparsi del bene pubblico. Per far ciò è indispensabile che la Regione esca dalle nebbie e rediga il Piano aziendale dal quale, secondo la nostra esperienza, scaturirà che è sufficiente un organico massimo di 10 mila dipendenti e 500 dirigenti, da scegliere tra i migliori. Tutti gli altri, in cassa integrazione.

Torniamo al 30 per cento di tagli proposti da Armao, sulla spesa corrente ovviamente. Ma nella spesa corrente sono compresi premi e straordinari dei dipendenti (che vanno eliminati), dipendenti a tempo determinato da fare cessare immediatamente come prevede la legislazione vigente, le assunzioni dei 5 mila inutili dipendenti da stoppare e tutte le altre indicazioni che abbiamo più volte dato, quantificando, prima facie, in 3,5 miliardi i risparmi. Altro che soli 770 milioni!
Alla politica di rigore si deve affiancare quella di sviluppo. Immediatamente. è indispensabile che i 4 centri di spesa del Po 07-13 (Programmazione, Formazione, Agricoltura e Pesca) spendano immediatamente i circa 9 mld a disposizione (la metà dei 18 mld dell’intero piano). Se non lo fanno i direttori generali devono essere mandati a casa. A ognuno il suo (scriveva Leonardo Sciascia).

Articolo pubblicato il 19 ottobre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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