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Quotidiano di Sicilia

La Sicilia fa il pieno di Cassa integrazione
di Massimo Mobilia

L’Inps Sicilia ha presentato il bilancio sociale annuale che traccia un quadro negativo per l’Isola rispetto alle altre regioni. Il ricorso alle ore autorizzate è aumentato del 79% rispetto al 2008. Pesano lavoro nero ed evasione

Tags: Economia, Sicilia, Cassa Integrazione, Inps, Sandra Perrotta



PALERMO – L’economia siciliana è ferma e i primi a farne le spese sono i lavoratori. Questo triste dato di fatto  è confermato anche dal livello delle ore di Cassa integrazione autorizzate, aumentate di ben il 79% rispetto al 2008. I numeri provengono all’Inps, l’Istituto nazionale della previdenza sociale, che ha tirato le somme della propria attività alla presentazione del bilancio sociale, che si è svolta ieri presso la sede della Regione a Palazzo dei Normanni di Palermo.

Che il contesto socio-economico siciliano stia attraversando un momento davvero poco felice è evidente e ne è consapevole anche il direttore regionale dell’Inps Sicilia, Sandra Petrotta, la quale ha annunciato che l’Istituto regionale sta cercando di fare il possibile affinché il proprio livello non sia tanto diverso rispetto a quello delle altre regioni italiane, tenendo presente che, con l’aggravante dell’evasione contributiva e del lavoro nero, le esigenze dei cittadini dell’Isola sono ancora troppo distanti rispetto a quelle degli abitanti del Nord.

“In Sicilia - spiega Petrotta - per ogni pensionato c’è l’1,44% di lavoratori che versa i contributi, il che significa pochi contributi versati rispetto alle pensioni erogate, un problema dovuto anche ai giovani che per entrare nel mondo del lavoro spesso accettano di lavorare in nero. Anche il peso sociale delle invalidità civili è importante, non perché siano maggiori rispetto alle altre regioni, ma perché i soggetti hanno meno occasioni di lavoro”.

Come detto, però, il dato più allarmante riguarda l’aumento del 79% delle ore di Cig, di cui il +139% riguarda quella ordinaria e il +18% quella straordinaria, mentre va in controtendenza la Cassa integrazione in deroga che ha subito un calo del 2%. Tutto ciò, a fronte di un tasso di disoccupazione che, secondo l’Istat, in Sicilia è aumentato del 13,8%, (mentre il dato nazionale ha visto un aumento del 7,4%), e sono aumentate di conseguenza anche le domande di disoccupazione, con un vistoso +19%.

I dati comunicati dall’Inps preoccupano la Cgil Sicilia, il cui segretario, Mariella Maggio ha dichiarato che “il quadro tracciato sulle condizioni del mercato del lavoro è preoccupante e il ricorso alla Cig aumenterà sempre più visto che la crisi continua a mordere e molte aziende scompariranno”. Secondo il sindacato, quindi, “bisogna mettere in atto urgentemente un’iniziativa ispettiva contro il lavoro nero, l’evasione contributiva e soprattutto fare in modo che le azioni dell’Inps e dell’assessorato al Lavoro si muovano sinergicamente”.

Secondo il direttore Petrotta, però, “di fronte a questa crisi l’Inps ha saputo far fronte alla domanda”. Secondo il bilancio sociale, infatti, nel 2009 sono state effettuate 9.029 ispezioni che hanno portato alla luce 7.845 aziende irregolari delle quali 2.453 in nero, e 23.992 lavoratori irregolari dei quali 5.073 in nero. Ben 73 milioni di euro i contributi evasi accertati e, fra controlli e sequestri, sono state recuperate prestazioni stimate per 8,7 milioni.

“Nostro obiettivo è rendere accessibili, trasparenti e valutabili i risultati della nostra attività per migliorare i nostri servizi - aggiunge Petrotta. Per ciò che riguarda, invece, l’allarme di un futuro senza pensioni, è una favola”.

Articolo pubblicato il 19 ottobre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Sandra Petrotta, direttore regionale dellInps Sicilia
Sandra Petrotta, direttore regionale dellInps Sicilia