Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds

Quotidiano di Sicilia

Due giorni di pioggia e vento e parte della Sicilia si sbriciola
Smottamenti, allagamenti, strade interrotte nelle province di Palermo e Messina. Latteri (Mpa) chiede l’immediato intervento della Protezione civile

Tags: Ferdinando Latteri, Pioggia, Dissesto Idrogeologico



PALERMO – È tornato il maltempo e parte della Sicilia, già dissestata sotto il profilo idrogeologico, soffre. L’area più colpita è quella tirrenica.
Piogge intense si sono abbattute fra lunedì e martedì nel palermitano. Resta difficile la situazione in molte zone della provincia di Messina. Ieri e oggi scuole chiuse per disposizione del sindaco a Capo d’Orlando. Frane e smottamenti hanno creato problemi alla circolazione, mentre l’acqua della condotta idrica comunale è stata dichiarata non potabile.

Allagamenti in molti centri abitati. Si è transitato a rilento in alcuni tratti della statale 113 dopo che l’altro ieri la strada era stata chiusa al traffico per alcune ore insieme all’autostrada Messina-Palermo, tra Sant’Agata di Militello e Rocca di Caprileone. La carreggiata in direzione della città dello Stretto è stata riaperta ieri, dopo diverse ore di chiusura.

Ferdinando Latteri, del Mpa, ha chiesto l’immediato intervento della Protezione civile “a seguito dell’ulteriore nubifragio che ha provocato frane e allagamenti nella zona tirrenica del messinese e sui Nebrodi”. “Visto il persistente quadro di dissesto idrogeologico del territorio dei Nebrodi - spiega - occorrono interventi di prevenzione per la messa in sicurezza del territorio e per la tutela dei cittadini, predisponendo tutti gli atti di competenza per un piano strutturale che intervenga definitivamente sullo stato di estremo degrado idrogeologico del territorio nebroideo”.

“Inoltre, - aggiunge Latteri - occorre attrezzare il territorio con strutture e postazioni permanenti della Protezione civile distribuite nel territorio per uno studio e monitoraggio continuo dei Monti Nebrodi e per interventi immediati in caso di calamità. Per evitare altre tragedie come quelle dello scorso anno non servono interventi temporanei ma duraturi”.  “Si chiede infine - conclude Latteri – di utilizzare con immediate procedure di urgenza le risorse, oltre 300 milioni di euro, assegnate dal ministero dell’Ambiente e dalla Regione per i rischi idrogeologici per evitare di arrivare troppo tardi”.

Articolo pubblicato il 20 ottobre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus