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Privatizzazione di Tirrenia e Siremar, manifestazioni d’interesse depositate
di Rosario Battiato

Ieri scaduto il termine per le società che intendono acquistare le compagnie di navigazione. Lombardo: “Mediterranea Holding in corsa con nuovi soci, Regione prima azionista”

Tags: Tirrenia, Siremar, Mediterranea Holding



PALERMO – Il giorno atteso: ieri si è definitivamente scaduto il tempo per presentare le manifestazioni di interesse per l’acquisizione di Tirrenia e della sua propaggine regionale Siremar.
A meno di grosse sorprese dell’ultima ora saranno diversi gli attori in corsa, tra i quali l’armatore Alexis Tomasos, Mediterranea Holding, il fondo Cinven Limited, l’imprenditore Antony Cerone, il gruppo Franza, e, tramite Snav, l’armatore Gianluigi Aponte, patron di Msc Crociere e detentore del 50% di Gnv.

Proprio nel giorno decisivo è tornato a farsi sentire il governatore Lombardo, uno degli architetti della Mediterranea Holding, la compagine messa in piedi dalla Regione siciliana per tentare l’assalto all’ex compagnia di stato.  “Nel capitale di Mediterranea Holding Spa sono entrati nuovi soci, tra cui imprenditori delle isole Eolie e un gruppo che opera nel settore dell’oceanografia. La Regione siciliana continua a essere l’azionista di maggioranza”. Le parole del presidente confermano inoltre l’interesse anche per la compagnia Siremar, il gruppo che dipende dalla casa madre e che appena un anno fa la Regione aveva rifiutato gratuitamente. Tuttavia Lombardo precisa come la presenza all’interno della holding non sia da ricondurre alla volontà di accaparrarsi l’ennesimo baraccone pubblico.

“La Regione - ha aggiunto - continua a detenere la quota di maggioranza della Spa, ma non per partecipare agli utili o alle perdite e neppure alla gestione, ma per una funzione di controllo”.
Le necessità impellenti sono quelle del mantenimento dei collegamenti tra la Sicilia, le isole minori – nelle scorse settimane forti proteste dalle Eolie e da Ustica perché la Siremar faticava a garantire i collegamenti minimi per l’ormai precipitata crisi finanziaria – e il Continente. Inoltre l’obiettivo del  presidente della regione è di garantire i 1.280 lavoratori siciliani che sono attualmente impiegati tra Siremar e Tirrenia.

Le parole del governatore non calmano però gli animi dei sindacati. “La dichiarazione del presidente della Regione – ha spiegato Franco Spanò, segretario generale della Filt Cgil siciliana - e la sua insistenza sull’ipotesi di Mediterranea Holding spa come possibile acquirente di Tirrenia e Siremar sembrano più che una proposta concreta un alibi per una probabile esclusione della società”. La possibilità di due acquirenti differenti non sembra esaltare più di tanto il rappresentante dei lavoratori che invece propone “da parte della Regione un intervento su Siremar per consentire il salvataggio di un patrimonio aziendale e occupazionale e migliorare un servizio pubblico per le isole minori per il quale si spendono risorse aggiuntive che andrebbero unificate e integrate”.

Di medesimo avviso l’opinione di Giuseppe Governale, segretario generale Uil trasporti Sicilia, che invita il presidente Lombardo a rivendicare il trasferimento della Siremar come le altre regioni avevano già fatto a suo tempo, perché quel rifiuto, secondo il sindacalista, ha di fatto determinato il fallimento della prima gara e la conseguente dichiarazione dello stato di insolvenza, con tutte le negatività che ciò comporta, non solo della stessa Siremar, ma anche di Tirrenia. Un’operazione certamente non facile dal momento che il gruppo Siremar attualmente risulta avere debiti per 67 milioni di euro.

Articolo pubblicato il 21 ottobre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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