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Palermo - Zen, ecco una scuola “di confine” tra disservizi e 18 raid vandalici
di Luca Insalaco

Il preside Di Fatta: “Palestra devastata perché con la scuola-calcio toglievo i ragazzi dalla strada”. Alla “Falcone” riscaldamenti a singhiozzo, ascensori irregolari, telecamere a metà

Tags: Palermo, Scuola, Zen



PALERMO – Le scuole che cadono a pezzi hanno la voce esasperata di presidi in trincea. Alla scuola “Giovanni Falcone” dello Zen, l’elenco delle lamentazioni è lungo.

“Gli ascensori sono stati consegnati senza essere collaudati. L’impianto di riscaldamento funziona a singhiozzo. Lo scorso anno i tecnici di Amg sono venuti a tappare la falla ma hanno riscontrato la necessità di rifare l’impianto. In queste condizioni non potrò che appoggiare quei genitori che vorranno occupare la scuola come già accaduto in passato”, dice il dirigente scolastico, Domenico Di Fatta. Non mancano i problemi di sicurezza per un istituto, unico presidio dello Stato in una terra di confine, che ha finora subito 18 raid vandalici. L’emblema del ritardo delle istituzioni è la palestra, devastata tre anni fa e ancora impraticabile.

“L’hanno vandalizzata perché con la scuola-calcio toglievo i ragazzi dalla strada – dice il preside -. Il custode che c’era ha preferito abbandonare la casa e andarsi a pagare l’alloggio piuttosto che restare sul posto di lavoro. Il Comune, invece di trovare un sostituto ha pensato bene di murare la casa”.

Sfiora il paradosso poi l’aneddoto legato all’impianto di sorveglianza. “Le telecamere panoramiche, anziché essere posizionate su un palo, in modo da fare il giro a 360° e dare una visuale completa della struttura, sono installate a muro ad un’altezza di due metri circa e con un prospettiva quasi fissa, non potendo ruotare”.
Disagi anche all’Istituto comprensivo “Mattarella”. Nelle aule della scuola per l’infanzia ci sono 11 gradi fissi, mentre nelle aule dei professori la temperatura media è di 8 gradi.

Oltre alle gravi carenze infrastrutturali, c’è poi un’emergenza educativa in una città in cui il disagio sociale si fa sempre più forte e la scuola è chiamata a supplire al ruolo delle famiglie. Basti considerare che la provincia di Palermo è quella che in Italia detiene il tasso maggiore di dispersione scolastica: oltre il 10%. E la preside della scuola “Francesco Ferrara”, Rosanna Rizzo, chiede che nei rapporti sui sistemi scolastici internazionali vengano utilizzati nuovi indicatori: “Quanti ragazzi sono morti o si sono ammalati nell’ultimo anno? Quanti sono finiti in carcere? Queste sono le cose che dovrebbero essere valutate. Io ne conosco diversi”.
 


Comune e Fas. Ci sono 15 mln di euro per la sicurezza degli edifici
 
PALERMO – Per dare ossigeno alle emergenze strutturali delle scuole, l’amministrazione comunale si affida ai fondi Fas, in arrivo – secondo quanto annunciato nei giorni scorsi dal sindaco Cammarata – per un ammontare complessivo di 150 milioni di euro, che saranno trasferiti dallo Stato entro il 2012 per attuare il programma di investimenti presentati dal Comune di Palermo.
Il finanziamento per i lavori di messa a norma di edifici scolastici è di circa 15 milioni di euro. In attesa che i fondi arrivino a destinazione e che vengano avviati i cantieri, i dirigenti scolastici palermitani si trovano a fronteggiare criticità di ogni sorta.
“In attesa dell’assestamento di bilancio, contiamo di mettere a disposizione dei presidi fondi per gestire piccoli interventi di ordinaria manutenzione” dice l’assessore alla Pubblica istruzione, Francesca Grisafi.

Articolo pubblicato il 21 ottobre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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