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Gestione servizio idrico integrato a Palermo, ottobre è il mese delle scelte economiche
di Salvatore Gabriele La Spisa

Diverse riunioni, finora interlocutorie, fra gli attori istituzionali chiamati a vagliare la politica economica del Sii. Dopo la volontà di porre in liquidazione Acque potabili siciliane si teme il ritocco delle tariffe

Tags: Acqua, Ato, Servizi Idrici, Giovanni Avanti, Amap



PALERMO - Ottobre è un mese determinante per il futuro della gestione del servizio idrico integrato a Palermo. Giorno 4 si è tenuta la riunione tra il presidente della Provincia Giovanni Avanti, i liquidatori di APS Spa con a capo Flavio Grozio e l’ing. Delfino della la segreteria tecnica dell’Ato 1. Un confronto che ha mantenuto invariate le posizioni dei partecipanti e che si è concluso con l’impegno ad aggiornarsi, dopo un mese, per verificare ulteriormente le posizioni e vagliare le eventuali soluzioni da porre in essere. Giorno 6, in Prefettura si è tenuto l’incontro tra APS, segreteria tecnica dell’Ato 1 Palermo e sindacati confederali per il tavolo tecnico di raffreddamento richiesto dalle sigle sindacali.
 
Altro incontro interlocutorio teso e conflittuale, con uno scontro verbale abbastanza duro tra la segreteria tecnica dell’Ato 1 Palermo e APS Spa, che non ha risolto le questioni aperte: il futuro di oltre 213 dipendenti di APS Spa nell’eventualità che la stessa sia effettivamente liquidata. I due incontri non hanno risolto le questioni aperte che si possono riassumere nel ritocco delle tariffe del SII palermitano, la realizzazione degli investimenti e la richiesta di un maggior impegno di APS con una maggiore efficienza del servizio. Giorno 12, sulla crisi aperta da APS e sul caso Palermo è intervenuto Maurizio Cala, segretario generale della Cgil Camera del Lavoro di Palermo, il quale, in un comunicato stampa, ribadisce che bisogna tutelare i lavoratori di APS Spa, sbloccare i fondi dell’Unione europea per gli investimenti (idro potabile e depurazione), non aumentare le tariffe e riportare la gestione del SII di Palermo in mano pubblica. Lo scontro, ovviamente, è tutto politico e APS Spa, se non vedrà accolte le richieste proposte, sembrerebbe interessata ad abbandonare definitivamente la gestione del servizio idrico integrato sperando in un congruo viatico di ben 218 milioni di euro risarcitori della deludente e costosa esperienza siciliana.

Queste le posizioni in campo ma le future scelte politiche potrebbero essere diverse. Se il presidente Avanti tenta una ricomposizione con APS Spa, sembra non abbandonare l’idea di una Super AMAP che gestisca tutta la provincia. Ma il sindaco di Palermo Diego Cammarata è tiepido su tale soluzione e sembrerebbe lasciare aperte diverse opzioni tra cui quella della fusione dell’AMAP in SAP (già prospettata prima della crisi di APS SPA e della messa in liquidazione), oppure una nuova società in cui AMAP si scioglierebbe in un nuovo soggetto. Il sindaco di Palermo è in ogni caso frenato dai bilanci comunali privi di liquidità. E senza soldi è impossibile impegnarsi in strade già percorse, senza esito, nel tentativo di partecipare alle gare per l’assegnazione del SII di Palermo.

Sono scenari di fanta politica economica, ma dietro si celano visioni politiche che potrebbero creare nuovi equilibri e posizioni di rilievo. Certamente l’ipotesi propugnata dal presidente Avanti è ostacolata dai rapporti non facili tra Comune di Palermo e Provincia. Ma quello che fino a ieri era impossibile domani può essere realizzato, indipendentemente dai rapporti precedenti, su nuovi equilibri e interessi comuni. Ma da indiscrezioni arrivate dalla Conferenza dei sindaci dell’Ato 1 Palermo, tenutasi giorno 13, sembrerebbe che il Presidente della Provincia abbia confermato che la messa in liquidazione e il rischio di licenziamento dei dipendenti di APS Spa sia uno strumento di pressione “politica” sull’Ato. da parte di APS Spa e che lo stesso non ha dato seguito alle richieste di APS Spa di un aumento delle tariffe. Nella stessa occasione il presidente Avanti ha presentato le possibili evoluzioni della situazione: - il superamento dell’attuale crisi e una riorganizzazione di APS Spa che garantisca un servizio efficiente - consentire ad AMAP di entrare in APS Spa; la risoluzione del contratto, con la gestione dell’eventuale contenzioso legale, e la gestione dell’eventuale emergenza .

Il presidente Avanti sembrerebbe favorevole a riportare il servizio Idrico Integrato in gestione pubblica, ma non ha specificato in quale forma. Intelocutorio è stato l’intervento in Conferenza dei sindaci dell’ing. Lo Cicero, in rappresentanza del Comune di Palermo, che ha precisato che non c'è nulla di preordinato tra comune di Palermo e Ato. In ogni caso ha rimarcato che la scelta è “politica” precisando che il Comune di Palermo e l’AMAP vaglieranno la questione sotto l’aspetto tecnico - finanziario con attenzione agli equilibri finanziari.

Quindi il Comune di Palermo assume una posizione prudente.
Ma gli interventi dei sindaci della provincia, quasi unanimemente, sono state per ritornare alla gestione pubblica e considerare chiusa l’esperienza della liberalizzazione dell’acqua palermitana.
Riassumendo: tutto sembra fluido e le strade potrebbero essere aperte a più soluzioni. Anche quelle oggi più avversate come l’aumento delle tariffe e il permanere di APS Spa.

Articolo pubblicato il 23 ottobre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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