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Palermo - Comune, un rimpasto ogni anno e 70 balletti di poltrone e deleghe
di Luca Insalaco

Sono 16 gli assessori della giunta dal doppio colore per un’amministrazione sostenuta da Pdl e Pid. Cammarata amplia la sua squadra. Duri commenti di Pd e Italia dei Valori

Tags: Palermo, Diego Cammarata, Raffaele Lombardo



PALERMO – Una Giunta bicolore, targata Pdl e Pid. Dopo tre mesi di empasse, in settimana il sindaco Cammarata ha definito la nuova squadra di governo. Un esecutivo che vede il numero di assessori salire a sedici e che registra l’ingresso prepotente di Marianna Caronia nel ruolo di vicesindaco, al posto del collega all’Ars Francesco Scoma. Sono state proprio le richieste della Caronia ad aver frenato negli ultimi giorni l’atteso rimpasto. Se la deputata regionale, passata dall’Mpa al Pdl e infine alla corte di Saverio Romano, rappresenta una new entry, in giunta si accomodano una serie di volti noti.

Pippo Enea, innanzitutto, il decano dei cammaratiani, che lo scorso anno ha lasciato la poltrona dopo otto anni da assessore solo per una breve parentesi alla guida della Gesip. Si tratta di un ritorno anche Alessandro Anello, che va ad occuparsi nuovamente di Sport e impianti sportivi, di Eugenio Randi, che va al Patrimonio, nonchè di Stefano Santoro, cui vengono assegnati le Aziende partecipate e gli affari legali.

I nuovi ingressi sono quelli di Pietro Matranga (suocero di Pietro Milazzo, fedelissimo del sindaco, nonchè nel cda di Amia Essemme), Giuseppe Genco (in quota Scoma), Giuseppe Scalzo (vicino a Schifani). Sono stati invece confermati gli assessori che non avevano rassegnato le dimissioni, rimanendo in sella fino all’ultimo, tra i quali anche i tecnici, Sergio Rappa, Maurizio Carta e Francesca Grisafi. 

“La verità è che Cammarata dal 2007 ad oggi – dice il consigliere del Pd, Davide Faraone - non fa il sindaco di Palermo ma il capo di un’agenzia interinale che gestisce 20 lavoratori atipici che alternano ruoli assessoriali a posti di sottogoverno e viceversa. In meno di tre anni ha fatto 3 rimpasti e circa 70 spostamenti di poltrone e deleghe”.

Duro anche il commento dell’Italia dei Valori, che promette battaglia ancora più dura in consiglio comunale: “Il sindaco si preoccupa solo di scaricare vecchi amici diventati nemici e assumerne di nuovi, gli amici di Cuffaro, con l’occhio rivolto ad auspicate elezioni anticipate che gli consentirebbero, finalmente, di scappare e assicurarsi un comodo seggio al Parlamento nazionale” accusa il segretario cittadino Pippo Russo.

Il rimpasto nella Giunta municipale, peraltro, è stato anticipato da quella a Palazzo Comitini. La nuova Giunta provinciale perde i due esponenti dell’Mpa, Armando Aulicino e Giuseppe Faraone, per fare spazio a due assessori del Pid, Patrizio Lodato e Giovanni Di Trapani.
 


Comune e Regione. Quei continui battibecchi con Lombardo
 
PALERMO – È sempre polemica, intanto, tra Cammarata e Lombardo. Il presidente della Regione, nei giorni scorsi, ha definito il primo cittadino palermitano un sindaco ‘assente’ (“A Palermo non abbiamo un interlocutore. Nonostante le porte aperte alla Regione, Cammarata è come se non esistesse. Non chiede, non concorda nulla, è come se non esistesse”, ha detto Lombardo) dopo che Cammarata, nel corso di un’intervista televisiva, aveva attaccato il Governatore per i mancati interventi della Regione in favore della città. La controreplica di Cammarata non si è fatta attendere: “Negli ultimi due anni mai, in nessuna occasione, Lombardo si è mostrato disponibile a mantenere gli impegni assunti a proposito delle risorse necessarie per la metropolitana leggera automatica, per i sovrapassi pedonali sulla circonvallazione progettati da Dominique Perrault, e per il collettore nord-occidentale, né l’ho mai visto impegnarsi per qualsivoglia iniziativa di governo in favore della città”.

Articolo pubblicato il 23 ottobre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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La nuova Giunta Cammarata (li)
La nuova Giunta Cammarata (li)


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