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Donne: una su due è inattiva ma solo il 4,7% cerca lavoro
di Vanessa Paradiso

L’Istat ha pubblicato i dati relativi all’occupazione femminile per il II° trimestre del 2010. Eppure sono rosa più della metà delle lauree in economia e il 60% in giurisprudenza

Tags: Lavoro, Donne, Imprese



PALERMO - I dati sulle forze lavoro, recentemente pubblicati dall’Istat per il II trimestre 2010, confermano un quadro preoccupante, in particolare per la Sicilia. Il tasso di occupazione, pur se migliorato di un lieve 0,6% rispetto al primo trimestre dell’anno, si attesta al 42,8% al di sotto dei livelli registrati nel 2009.

Anche i dati sulla disoccupazione (15,1%) denunciano una forte criticità del mercato del lavoro dell’isola. In questo quadro di allarme, le donne vedono crescere il tasso di disoccupazione nel II trimestre 2010 fino al 9,4% (8,3% il dato generale). Né d’altra parte, si nota un miglioramento per le donne sul fronte della occupazione, anzi il tasso scende di 0,3 punti percentuali su base annua a 46,5%.

La crisi investe il mondo del lavoro delle donne soprattutto in settori come l’industria in senso stretto (-5,7%) più accentuato per la componente femminile, -7,9% contro il -4,8% maschile. Leggermente in controtendenza la Sicilia, dove in base alle tabelle Istat, nel secondo trimestre dell’anno risultano 25 mila occupati in più tra le donne, rispetto al trimestre precedente. Nel secondo trimestre dell’anno, l’Istat ha registrato 18 mila occupati in più rispetto ai primi tre mesi del 2010, recuperando quasi il 50% delle perdite quantificate tra la fine del 2009 e il primo trimestre del 2010 quando erano  andati in fumo 35 mila posti di lavoro. Il saldo da inizio anno dunque rimane negativo: -17mila posti.

Rispetto al secondo trimestre del 2009 nell’isola ci sono 37 mila occupati in meno, mille in meno in rapporto al periodo primo trimestre 2009-primo trimestre 2010. Ancora più inquietante il dato relativo alle donne inattive, vale a dire una donna su due. Salgono al 49,2% del totale e solo il 4,7% è in cerca di lavoro.
Tutto ciò è segno inequivocabile di uno scoraggiamento generale che spinge le donne fuori dal mercato del lavoro, anche perché è ormai dimostrato che le donne a parità di ruoli, guadagnano meno degli uomini e sono le prime ad essere escluse in caso di riassetto.
Eppure è anche vero che sono donne, più della metà dei nostri laureati in discipline economiche e quasi il 60% in discipline giuridiche. Accanto ai dati Istat diffusi, destano preoccupazione le risultanze del dossier, reso noto da Ires Cgil di Catania e dal Coordinamento donne, secondo cui “tra il 2008 e il 2009 sono duemila le donne che hanno perso il  lavoro a Catania e provincia”.
Il tasso di occupazione e di attività  delle donne in provincia etnea “è bassissimo: il 50% rispetto a quello maschile e il loro contributo è spesso limitato  a settori  particolari  e occupazioni specifiche, con un consistente  ricorso al lavoro part-time. Poche  donne  sono oggi nella posizione di vertice, sia nel settore privato che nella pubblica amministrazione”.

Secondo i dati elaborati dall’Ires “in cinque anni dal 2004 al 2009 il tasso di attività femminile invece di crescere, per riequilibrare il dato occupazionale di Catania e della Sicilia al resto del paese, è rimasto praticamente costante. Il tasso di attività era del 32,1% nel 2004, è diventato del 32,9 nel 2009; nell’ ultimo quinquennio è stato per le donne un periodo di stagnazione occupazionale”.
 

 
Imprese rosa. Il primato spetta alla provincia di Enna
 
I dati rilevati dal registro Imprese della Camera di Commercio di Enna, pubblicati da Unioncamere rilevano che il primato regionale delle ditte individuali guidate da donne va assegnato alle imprese ennesi che hanno mantenuto sino al giugno 2010, rispetto all’anno precedente, una percentuale superiore rispetto alla Sicilia del 4% e del 5,3% rispetto all’Italia. Alla fine di giugno infatti, il numero delle imprese individuali “rosa” in provincia di Enna era di 3.853 vale a dire il 30,9% sul totale delle imprese con questa forma giuridica. Il dato evidenzia un aumento di 38  pari all’1% rispetto a quanto rilevato al 31 Dicembre 2009. Enna (+38) e Siracusa (+27) sono le uniche due province siciliane che hanno registrato un dato positivo in controtendenza, rispetto alle altre province siciliane e rispetto al dato complessivo nazionale e regionale. Nel paese infatti il dato complessivo di riferimento allo scorso anno registra un meno 527 pari allo 0,06% ed una percentuale complessiva del 25,6%  ed in Sicilia meno 544 pari allo 0,66% con una percentuale complessiva del 26,9%. Se si raffronta il dato rispetto agli ultimi 5 anni si evidenzia una crescita continua delle donne ennesi che fanno impresa, (+350, pari a circa il 10%), accanto ad una sensibile riduzione in Italia di 25.817, pari a -2,91% e di 3.483 in Sicilia pari a - 4,09%.

Articolo pubblicato il 26 ottobre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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