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Trasparenza o convenienza tra ortaggi e formaggi?
di Sebastiano Ambra

Un giro ad Acireale fra gli stand del “3° Mercato del Contadino”. Il Codacons: “Ci assicuriamo solo che espongano i prezzi”

Tags: Consumo, Cia, Codacons



ACIREALE (CT) - Alle 9 del mattino c’era già parecchia gente, anziani soprattutto, ma anche giovani coppie. Probabilmente era la parola “contadino” ad attrarre: sa di genuino, di non contaminato, e probabilmente anche di economico. Ad un primo sguardo spiccava il colore verde in diverse tonalità: peperoni, zucchine, verdure. Avvicinandosi agli stand era l’odore a distrarre: il formaggio insisteva sotto le narici e, se la curiosità vinceva, si riusciva a fare amicizia con una coppia di Castel di Judica che decantava il lavoro del caglio come di grande qualità.

Il “3° Mercato del Contadino” dell’ultima domenica di settembre, ad Acireale, è stato un vero e proprio evento. Non capita spesso di trovarsi di fronte ad una organizzazione così puntuale. Gli stand erano ben ordinati, c’era molto spazio, difficilmente si formava una calca. La sensazione era che non ci fosse spazio per la frode. E poi fra la gente ci trovavi il sindaco, Nino Garozzo, e il presidente della Provincia, Castiglione. Provincia e Comune hanno dato man forte, insieme a Confagricoltura, Cia e Codacons.

Ma come funzionano questi mercati?
Il tipo del caglio faceva notare come il suo formaggio di pecora costasse il 30% meno che al supermarket. Bene per lui, ma il resto? Un giro veloce sembrava dare risposte sconfortanti. C’erano stand che vendevano gli stessi prodotti con prezzi differenti.
Allora qualcosa non quadra.

Così sotto lo stand del Codacons ecco una spiegazione: “L’importante è che espongano i prezzi, che ci sia trasparenza. Noi non interveniamo sulle cifre”.
No? Va bene la trasparenza, ma il ‘kilometrozero’ che si legge sui pieghevoli pubblicitari dove stava?
Non ci si può mica recare in questi posti armati di metro.

Articolo pubblicato il 26 ottobre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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