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Turismo, Italia quinto paese per visitatori. La Sicilia perde stranieri e i loro consumi
di Massimo Mobilia

Il Touring club italiano ha pubblicato il report “Turismonitor 2011” sui flussi turistici italiani e internazionali. La crisi produce gli effetti: in calo le spese dei turisti. Sicilia al decimo posto tra le regioni

Tags: Touring Club Italiano, Franco Seppi, Turismo



ROMA – L’Italia è il quinto paese al mondo per concentrazione dei flussi turistici internazionali. Il dato viene dall’ultimo report “TurisMonitor 2011” realizzato dal Centro studi del Touring club italiano che riporta i risultati relativi all’andamento del turismo mondiale, europeo e italiano, sulla base di osservazioni e tendenze.

Con 43,2 milioni di arrivi nel 2009, quindi, il Belpaese non raggiunge neanche il podio di questa speciale classifica che vede in testa la Francia con 74,2 milioni di arrivi, seguita da Stati Uniti (54,9 milioni), Spagna (52,2 milioni) e Cina in quarta posizione. Complessivamente, gli spostamenti turistici hanno interessato circa 880 milioni di persone in tutto il mondo, ovvero il 4,2% in meno rispetto all’anno precedente. Ma le previsioni per l’anno in corso sembrano rilevare un’inversione di tendenza con aumenti del 3-4% degli arrivi. 

Localizzando i dati alla nostra regione, aggiornati al 2008, le cifre sono più allarmanti e non fanno che confermare la crisi del turismo siciliano. Nell’Isola, infatti, secondo il report del Touring club sono risultate in calo sia le presenze totali, 13.938.319, sia la spesa dei turisti stranieri ferma a 901 milioni di euro. Due cifre che posizionano la nostra regione soltanto al decimo posto nella classifica nazionale. Tra gli stranieri, la Sicilia fa più gola, come da tradizione, ai tedeschi, che rappresentano il 18,9% del totale e sono stati gli unici ad aumentare, seguiti a pochissima distanza dai francesi (18,8%) e inglesi (9,3%), entrambi in calo rispetto al passato.
Per il 2010, comunque, si prevede un incremento del 2% per quanto riguarda il totale della spesa degli stranieri in Italia, per circa 29,5 miliardi di euro, più di quanto gli italiani invece spenderanno all’estero dove si presume che possa essere raggiunta la cifra di circa 20,5 miliardi. 

L’incertezza turistica ha comunque inciso di più sul turismo di casa nostra perché, sempre restando all’anno in corso, solo il 46% degli italiani si è fin ora concesso una vacanza, e tra questi ben l’80% ha scelto di rimanere dentro i confini nazionali. Ulteriore conferma degli effetti della crisi economica sulle tasche delle famiglie, anche perché  per la metà di coloro che hanno rinunciato a fare le vacanze la causa principale è di matrice economica.

“Alla luce dei dati elaborati - interviene Franco Iseppi, presidente del Tci - vorrei sottolineare la debole capacità competitiva dell’Italia, nonostante un patrimonio ambientale e culturale di rara bellezza e di grandi potenzialità, un’ingente offerta turistica e un’incidenza del comparto turistico italiano sul Pil di circa il 10% con 1,2 milioni di occupati. L’Italia paga - continua Iseppi - una scarsa capacità di accoglienza, soprattutto in termini di servizi”.
 

 
Location scelte. Messina provincia leader degli arrivi
 
PALERMO – Secondo i dati forniti dal TurisMonitor 2011 del Touring club italiano, i turisti che hanno raggiunto l’Isola nel 2008, hanno preferito le location della provincia di Messina, dove si sono concentrati il 28,9% degli arrivi totali, merito certamente della presenza sul territorio di Taormina e delle isole Eolie. Segue la provincia di Palermo, che ha ospitato il 22,8% dei turisti, mentre al terzo posto la scelta è caduta, a pari merito, sulle bellezze offerte dalle province di Catania e Trapani, raggiunte entrambe dal 11,9% dei visitatori.
La classifica continua con Siracusa (9,2%), Agrigento (7,2%) e Ragusa (6,2%), mentre le province di Enna e Caltanissetta raggiungo a stento l’1% confermando il poco appeal turistico. Tra le statistiche mensili, da notare come l’Isola soffra maggiormente nei mesi invernali, quando la quota di turisti in arrivo crolla rispetto ai mesi estivi. Il solito problema della destagionalizzazione.

Articolo pubblicato il 27 ottobre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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