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Catania - A vuoto la vendita degli immobili. Duro colpo per le casse comunali
di Antonio Borz├Č

Il Comune deve rimediare al più presto: nel bilancio erano previsti ben 4 mln provenienti da alienazioni. Fallimento: a fronte di 22 milioni di incassi previsti, sono arrivati solo 500 mila €

Tags: Catania, Raffaele Stancanelli, Immobili



CATANIA – Doveva essere un’importante boccata d’ossigeno per le finanze del Comune, ma alla fine le aspettative sono state deluse. Era stata annunciata in pompa magna come la soluzione di tutti i problemi ma è stato un buco nell’acqua. La vendita degli immobili da parte dell’Amministrazione comunale infatti non ha ottenuto i risultati sperati.

A fronte degli oltre 22 milioni di euro che si volevano incamerare ne sono arrivati meno di mezzo milione. Una situazione che ha trovato impreparati i vertici di Palazzo degli Elefanti che avevano già scritto in bilancio 4 milioni di euro ottenuti dalla vendita. I pezzi da novanta della lunga lista di immobili non sono stati venduti. Rimangono intoccati infatti i palazzi di via Bernini o l’ex avvocatura comunale di piazza Verga.

Andata a buon fine invece la vendita di piccole proprietà. Parliamo di un appartamento in via Vecchio Bastione, venduto per 62 mila euro, di una bottega in via Vittorio Emanuele, per 131 mila euro, di un appartamento in via S. Maria Dell’Aiuto ceduto per 151 mila euro e di una ex controlleria daziaria sulla Statale 114 ceduta per 90 mila e 500 euro. Poca cosa di fronte alle grandi cifre legate a Palazzo Bernini per esempio. Da più parti, a fronte della valutazione dell’Agenzia del territorio, era stato levato un grido d’allarme per una “svendita” che rischiava di non calcolare in modo adeguato il reale valore della proprietà. E invece nulla è giunto o si appresta ad arrivare. Ma la partita non sembra chiudersi qui.

Il Comune infatti necessita di queste risorse e le vie da percorrere per ottenerle potrebbero essere varie. Potrebbe essere riproposto un nuovo bando per la vendita degli immobili ma si prospetta anche una nuova valutazione degli stessi al fine di renderli più appetibili per gli acquirenti. Proprio su questo punto si è pronunciato l’assessore al bilancio Roberto Bonaccorsi.

“Il fatto che l’asta non abbia ottenuto il risultato sperato deve far riflettere sullo stato di salute del mondo imprenditoriale catanese”.
“Infatti - aggiunte l’assessore al bilancio - la valutazione, per esempio di Palazzo Bernini, operata dall’agenzia del territorio è apparsa congrua e poteva essere un’occasione appetibile per una nuova realtà in pieno centro città”. Ed è proprio la valutazione operata dall’Agenzia del territorio uno dei nodi inestricabili per Bonaccorsi e i suoi. Infatti esso è un punto di partenza che non può essere aggirato. Insomma sotto quella cifra non si può andare. E i numeri sulla vicenda della vendita degli immobili sono pesanti. Entro il 30 novembre devono essere infatti rimpinguate le casse con quei quattro milioni previsti.

La via per farlo sembrerebbe un’ennesima razionalizzazione delle spese con degli ulteriori tagli. Oppure, cosa sperata, si potrebbero sbloccare delle ulteriori vendite. Il problema però non sembra fermarsi a quest’anno. Infatti nel bilancio 2011 e in quello 2012 sono stati iscritti 7 milioni cadauno e in quello del 2013 altri 4. Da dove verranno presi questi soldi rimane un mistero.

La cosa certa è che la manna dal cielo non c’è stata e le somme non sono “bruscolini”. L’inventiva, elemento tipicamente italiano, mal si accoppia con i bilanci e i pochi sfortunati che hanno tentato soluzioni “alternative” non hanno fatto una buona fine. Bisogna che l’Amministrazione Stancanelli, come ha fatto fino ad ora, si rimbocchi le maniche per l’ennesima opera all’insegna del recupero dei fondi affinchè un possibile guadagno non si trasformi in una pesante tragedia.

Articolo pubblicato il 27 ottobre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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