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Lunga percorrenza sparita senza contratto di servizio
di Rosario Battiato

La Regione siciliana non ha ancora sottoscritto l’accordo con Trenitalia. Il monitoraggio d’inizio ottobre: cancellati 70 convogli

Tags: Ferrovie, Trasporti, Trenitalia, Infrastrutture, Giosué Malaponti



PALERMO – “Trenitalia sta dismettendo la lunga percorrenza con il consenso e la volontà della nostra classe dirigente regionale”.
Non usa giri di parole Giosuè Malaponti, comitato pendolari Messina-Catania-Siracusa per denunciare la fase che attraversano le ferrovie siciliane. Innanzitutto il contratto di servizio le cui linee guida sono state predisposte dall’estate scorsa, ma di cui ancora non si vedono gli sviluppi.
“Attualmente Trenitalia – ha spiegato Malaponti – ha il contratto solo col ministero e quindi deve assicurare un servizio minimo, ma fino ad un certo punto”. Secondo il responsabile regionale del comitato pendolari esiste una sorta di strategia per cui la dismissione di alcune linee farebbe parte di un progetto per spingere verso il nuovo contratto. Ma i numeri sono disarmanti. “Abbiamo voluto monitorare il trasporto ferroviario regionale – si legge in una nota del comitato - da lunedì 4 a sabato 9 ottobre. In tutta questa settimana Trenitalia ha operato la soppressione di circa 70 treni in quasi tutta la regione per un totale di circa 6.500 km/treno, arrivando così ad un totale complessivo, dei sei giorni monitorati, di circa 10.000 km/treno”.
Altrove le Regioni sono già arrivate ad un livello avanzato di contrattazione – secondo quanto riportato dal comitato in Lombardia e in Liguria agli incontri partecipano anche i comitati dei pendolari – mentre in Sicilia siamo ancora all’anno zero. “Ovunque si sta lottando – ha concluso Malaponti – perché il Governo nazionale ha tagliato i fondi per il trasporto ferroviario”. Buone notizie invece per l’ingresso di nuovi attori nel mercato, ad esempio GMC International in Sicilia, che dovrebbe limitare il fattore monopolistico imposto dall’ingombrante presenza di Trenitalia.

Articolo pubblicato il 27 ottobre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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Giosué Malaponti
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