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Catania - Comune: più potere ai cittadini. Statuto applicato dopo 15 anni
di Melania Tanteri

Per i catanesi anche l’opportunità di proporre referendum abrogativo, propositivo e consultivo. Via libera al Regolamento sugli istituti di partecipazione e consultazione

Tags: Catania



CATANIA - Dopo quindici anni, finalmente colmata la lacuna degli strumenti di partecipazione democratica. È stato infatti approvato all’unanimità dal Consiglio comunale, nel corso dell’ultima seduta e su proprosta del gruppo del Pd, il Regolamento sugli istituti di partecipazione e consultazione dei cittadini, uno strumento essenziale per la democratizia partecipativa, previsto dallo Statuto comunale ma, fino a oggi, mai regolamentato.

“Siamo estremamente soddisfatti – ha spiegato Saro D’Agata, capogruppo del Pd a Palazzo degli Elefanti, nel corso della conferenza stampa organizzata ieri con gli altri consiglieri del gruppo – che, dopo quindici anni, sia stata colmata una grande lacuna. Siamo altresì soddisfatti che l’iniziativa sia partita dalla raccolta firme da parte dei cittadini, tra cui il Comitato noi , e sia stata approvata da tutti i consiglieri presenti”.
“Ci dispiace – ha aggiunto – che alla seduta non fosse presente il sindaco, data l’importanza dell’argomento, ma l’essenziale è che adesso ci siamo dotati di uno strumento utile anche a contrastare la disaffezione della cittadinanza nei confronti della politica”.

Molti gli strumenti a disposizione dei cittadini per partecipare al processo democratico e politico della città, come la possibilità di avanzare all’amministrazione richieste di udienza, istanze, petizioni e proposte di iniziativa popolare o, punto estremamente importante, l’opportunità di proporre il referendum, sia abrogativo, sia propositivo che consultivo.
Per quest’ultimo, il regolamento prevede che basti il tre per centro del totale degli aventi diritto al voto per poterlo proporre, dunque su un totale di 270.600 cittadini, basteranno le firme di circa 8.000 persone.

“Speriamo che il nuovo Regolamento – ha sottolineato D’Agata – venga applicato dall’amministrazione, e soprattutto che vengano previste in Bilancio le somme in previsione di un eventuale referendum”.
“Se così non fosse – ha aggiunto – non si potrebbe dare seguito a quanto stabilito dal regolamento stesso”.
Attualmente, nel bilancio di previsione è stato previsto un capitolo per questo, ma è di soli 10 mila euro e, secondo gli esponenti del Pd, andrebbe di certo rimpinguato perché il regolamento deve essere supportato da risorse sufficienti.

“Questo regolamento può diventare uno stimolo per il cittadino affichè torni protagonista dei processi decisionali della propria città” ha dichiarato Nello Musumeci, capogruppo de La
Destra-Alleanza siciliana.
“L’augurio – ha aggiunto – è che non segua la stessa cattiva sorte di quelli approvati negli ultimi mesi, rimasti inapplicati dall’amministrazione comunale o, peggio ancora, rivelatisi incoerenti alla prova dei fatti”.

Articolo pubblicato il 28 ottobre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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