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Riorganizzazione Irfis accordo Regione-BdS
L’Istituto di mediocredito passerà sotto il controllo dell’amministrazione regionale. Al momento è azionista di minoranza con il 21% delle quote

Tags: Speciale Credito



PALERMO – La Regione siciliana acquisirà il pacchetto di controllo dell’Irfis, l’istituto di mediocredito siciliano, di cui il Banco di Sicilia (Unicredit group) controlla il 76% del capitale sociale. è quanto prevede una lettera d’intenti sottoscritta dal Banco di Sicilia, dalla capogruppo UniCredit e dalla Regione siciliana. L’intesa prevede la riorganizzazione delle attività e della compagine azionaria dell’Irfis e al termine del processo il passaggio del controllo del pacchetto azionario alla Regione siciliana, al momento azionista di minoranza con il 21%.

In una nota congiunta la Regione siciliana e il Banco di Sicilia indicano il percorso che sarà seguito. L’Irfis sarà trasformato in società finanziaria specializzata in attività di credito agevolato ed erogazione di fondi regionali e la sua conseguente iscrizione nell’elenco degli intermediari finanziari ex art. 106 Tub e, dove del caso, nell’elenco degli intermediari speciali tenuto dalla Banca d’Italia, con conseguente riduzione dell’attuale capitale sociale. Quindi si procederà alla cessione del ramo d’azienda relativo al business bancario dall’Irfis a UniCredit e l’acquisizione da parte della Regione siciliana della quota di controllo detenuta dal Banco di Sicilia (o dal suo avente causa) nell’Irfis.
 
“L’Irfis continuerà pertanto, la propria attività nel comparto delle agevolazioni e nella gestione di fondi regionali – spiegano il Banco e la Regione – Il percorso delineato per la riorganizzazione dell’attività della compagine azionaria dell’Irfis è subordinato al rilascio dell’autorizzazione da parte della Banca d’Italia”.

Intanto, dopo l’annuncio dell’accordo che porterà all’acquisizione da parte della Regione del controllo dell’Irfis, l’istituto di mediocredito siciliano, la Cgil e la Fisac siciliane chiedono “chiarezza sul progetto industriale e certezze sull’ occupazione e sulla salvaguardia delle professionalità”. E con una nota della segretaria generale Fisac, Francesca Artista, e del componente della segreteria regionale Cgil, Antonio Riolo, sollecitano “un confronto nelle competenti sedi istituzionali”. “Non vorremmo - scrivono Riolo e Artista- che il futuro dell’Irfis e quello delle sue professionalità diventasse la riproposizione dell’ennesimo carrozzone regionale, funzionale, più che a erogare servizi, assistenza e sostegno alle piccole e medie imprese siciliane , ad assicurare uno strapuntino a rappresentanti di qualche casta politica” . “Se da un lato - aggiungono - la notizia smuove le stagnanti acque in cui da mesi e mesi naviga l’Istituto di mediocredito siciliano, collocato tempo addietro sul mercato, dall’altro non può che porre interrogativi sul futuro lavorativo dei suoi dipendenti e sulla mission che potrebbe essere assegnata all’istituto per valorizzarne la vocazione e le professionalità”.

Articolo pubblicato il 29 ottobre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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