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Quotidiano di Sicilia

Un solo risarcimento a Catania costato 110 mila euro
di Patrizia Penna

La Corte d’Appello di Catania raggiunge una media da record. Su 53 casi nel 2009 le cifre oscillano tra i 10 e i 20 mila euro

Tags: Giustizia, Legge Pinto



I risarcimenti per equa riparazione rappresentano una materia estremamente complessa: spesso e volentieri, vista la mole tutt’altro che indifferente di istanze presentate, si riscontrano casi di “Pinto su Pinto”, cioè ulteriori ritardi nell’erogazione dei risarcimenti e rilevarli da un punto di vista statistico è cosa assai difficile.

Come ci spiega Patrizia Vivona (Ufficio Statistico Corte d’Appello di Catania), “non c’è un codice specifico per tali procedimenti ma (se vi fossero, nda) sarebbero iscritti al registro informatico con lo stesso codice con cui è stato iscritto il primo procedimento di Legge Pinto”.

Nel distretto di Caltanissetta, tanto per dirne una, a fronte delle 2 richieste del lontano 2001, al 30 giugno 2009 le istanze pervenute risultano essere 790 (di cui 388 accolte), quelle ancora pendenti sono 905. Numeri impressionanti giungono anche dalla Corte d’Appello di Catania che si è contraddistinta per un’efficienza ed una tempestività nel fornirci i dati veramente lodevoli: a fronte di 179 istanze pervenute nel 2009, sono state accolte e liquidate 53 richieste di risarcimento (alcune di queste, però, fanno riferimento anche ad istanze di anni antecedenti il 2009) per un ammontare di € 536.295,46: si tratta sicuramente di una cifra cospicua. La maggior parte delle cifre erogate oscillano tra i diecimila e i ventimila euro ma da segnalare c’è sicuramente un importo liquidato di 51.600 euro ed un altro addirittura pari a 110.754 euro.

Legge Pinto: modalità per il ricorso
La persona che ha subìto un danno patrimoniale o non patrimoniale a causa dell’eccessiva durata di un processo può chiedere una equa riparazione che dovrebbe oscillare tra le 1000 e le 2000 euro per ogni anno di durata eccessiva del processo.
Spesso però accade che, una volta riconosciuto il risarcimento, quest’ultimo tardi ad arrivare. Ed ecco il paradosso, poiché si prospetta per il cittadino il diritto a rivendicare il risarcimento per il mancato risarcimento.
Abbiamo chiesto alle quattro Corti d’Appello se ci sono stati nel 2009 casi di “Pinto su Pinto” ma la risposta è stata negativa, nel senso che non potevano fornirci il dato visto che non esiste una codifica a parte per i casi di “Pinto su Pinto”.
Tornando alle modalità di richiesta di risarcimento, è importante dire che il ricorso va proposto nei confronti:
- del Ministro della Giustizia per i procedimenti ordinari;
- del Ministro della Difesa per i procedimenti militari;
- del Ministro delle Finanze per i procedimenti tributari
- del Presidente del Consiglio dei Ministri negli altri casi.
La domanda di riparazione può essere proposta durante la pendenza del procedimento ovvero, a pena di decadenza, entro sei mesi dal momento in cui la decisione, che conclude il medesimo procedimento, è divenuta definitiva. Il risarcimento può essere richiesto anche da chi perde un giudizio. Per la presentazione del ricorso è necessaria l’assistenza di un avvocato.

Articolo pubblicato il 29 ottobre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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