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“In Italia il primato dei processi più lenti”
di Patrizia Penna

Il dramma delle cause “infinite” coinvolge tutto intero il Bel Paese. Denuncia il presidente della Corte d’Appello di Palermo Oliveri

Tags: Giustizia, Legge Pinto, Vincenzo Oliveri



Il dramma dei processi infiniti non presenta tipicità squisitamente “regionali”, non riguarda soltanto il solito, arretrato Sud poiché coinvolge in maniera piuttosto uniforme tutto il nostro Paese ma è la nostra Isola che abbiamo voluto fotografare attraverso i dati che ci sono stati trasmessi dalle quattro Corti d’Appello di Palermo, Catania, Messina e Caltanissetta.

A proposito della Legge Pinto, già nell’ormai lontano 2006 la Corte di Strasburgo parlò di una legge tutta “da riscrivere” e cercò allo stesso tempo di indicare al Bel paese la strada da intraprendere per avviare delle riforme sostanziali e per rendere più efficiente tutto il sistema giudiziario: semplificazione delle procedure e istituzione di un sistema di finanziamento specifico degli indennizzi che permetta di rispettare tempi ragionevoli per i risarcimenti.

Il fallimento della legge Pinto è stato decretato praticamente all’unanimità perché, come si legge ad esempio nella relazione di apertura dell’Anno giudiziario 2010 del presidente della Corte di Appello di Palermo, Vincenzo Oliveri: “L’Italia detiene il non lusinghiero primato in Europa, del maggior tempo impiegato dai magistrati nella definizione dei processi, sia civili che penali. La legge 24 marzo 2001 n° 89 (cosiddetta legge Pinto), lungi dall’aver alleviato tale disfunzione ha, al contrario, aumentato il contenzioso civile delle Corti d’Appello, adite per l’accertamento e la determinazione dell’equa riparazione conseguente alla violazione del principio della ragionevole durata del processo e non ha, peraltro, consentito di realizzare lo scopo primario per cui la citata legge era stata adottata, rappresentato dalla eliminazione del contenzioso davanti alla Corte Europea dei diritti dell’uomo per violazione dell’art. 6 della relativa Convenzione”.

Articolo pubblicato il 29 ottobre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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