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Parte di onorari al personale. Posti liberi e concorsi snelli
di Alessio Petrocelli

Tags: Ignazio Francesco Caramazza, Avvocatura Dello Stato



Nel vostro organico ci sono dirigenti a capo del settore amministrativo?
“Lei tocca un punto dolente, non abbiamo dirigenza amministrativa, il segretario generale dell’Avvocatura dello Stato è il capo del personale amministrativo e a livello distrettuale il capo è l’avvocato distrettuale. Questa è una delle battaglie che stiamo conducendo da decenni, tuttavia mi rendo conto che in questo momento possiamo chiedere soltanto interventi legislativi a costo zero”.

Il suo predecessore è stato un fautore per far allargare al personale amministrativo le propine, lei è d’accordo?
“Condivido pienamente questo ritorno a come era nella tradizione dell’Avvocatura fino al 1972, un’ antichissima tradizione che prevedeva che una quota degli onorari andasse al personale. Era una cosa giustissima perché anche loro concorrono ai risultati. Oltretutto è una motivazione per lavorare bene, finalmente oggi diventata legge”.

C’è un concorso in atto per avvocati, pensa che i tagli in atto possano pregiudicare queste nuove assunzioni?
“C’è un concorso in atto di tre posti per Avvocato dello Stato, speriamo di ottenere l’autorizzazione ad assumerli, i posti aumenteranno perché, oggi, molti colleghi stanno andando in pensione anticipata e quindi si libereranno dei posti. Una buona cosa sarebbe lo snellimento della procedura di concorso a procuratore dello Stato, al quale partecipano migliaia di candidati per un numero di posti in genere inferiore a dieci, con dispendio di tempo e di risorse umane ed economiche”.

Articolo pubblicato il 30 ottobre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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