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I debiti della sanità in pauroso aumento
di Michele Giuliano

Si è arrivati a chiusura del 2009 a circa 800 mln, il doppio del 2008. Si allungano anche i tempi di pagamento: 226 giorni

Tags: Pa, Enti Locali, Unione Europea, Sanità



Chi sta peggio di tutti in Sicilia, tanto per cambiare, è sicuramente la sanità. Confindustria lo scorso anno aveva stimato che nel 2008 i debiti delle aziende sanitarie verso le imprese di servizi siciliane arrivavano a circa 400 milioni di euro. La ricerca Astrid invece dimostra che le cose stanno molto peggio, o forse sono precipitate semplicemente in un anno: da queste parti si parla di un debito che arriva a ben 800 milioni. Come dire che al peggio non c’è mai fine. Se si considera che l’Assobiomedica ha calcolato che la sanità in tutta Italia ha debiti per 40 miliardi, si può quindi dedurre facilmente che nell’Isola il buco è pari al 2 per cento del dato nazionale. Una cifra enorme che certamente è l’emblema di un sistema che non funziona, quella del rapporto tra le Pa e le imprese fornitrici.

Mettendo sempre i numeri a confronto si può anche dire che c’è stato pure un peggioramento, sempre in ambito sanitario, in ordine all’allungamento dei tempi di pagamento delle aziende pubbliche verso le imprese private fornitrici. L’Assobiomedica era rimasta a una media di 209, la ricerca Astrid invece parla di un’oscillazione che va tra i 210 e i 226 giorni.
Sono poche le regioni in Italia che riescono sotto questo aspetto a fare peggio. In pratica in Sicilia si mette quasi il triplo di tempo in più rispetto al Friuli; poi ci sono Trentino Alto Adige Lombardia e Valle D’Aosta che all’incirca ci mettono la metà del tempo in meno rispetto a quanto avviene nell’Isola. La situazione resta abbastanza critica e, onestamente, si insinua più di un dubbio sulla possibilità che nell’arco di due anni la Sicilia possa riallinearsi nei pagamenti.

Articolo pubblicato il 30 ottobre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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