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Sommelier Fisar. Vino per professione
di Antonio Iacona



Dal Veneto alla Sicilia, dal Piemonte alla Puglia, dalla Sardegna alla Campania, alla Toscana, all’Umbria. Dal 1972 (anno della sua fondazione) ad oggi, sono migliaia i professionisti del mondo enoico ed enogastronomico che si sono formati nei suoi corsi di eccellenza. Protagonista è la F.i.s.a.r. (Federazione italiana sommelier albergatori e ristoratori), nata nel cuore della Toscana, a Volterra, e radicata con le sue delegazioni provinciali in tutta Italia.

Le parole d’ordine della Federazione sono passione e professionalità, sottolinea il presidente nazionale Vittorio Cardaci Ama, catanese, riconfermato alla guida di questa elegante e prestigiosa realtà del mondo del vino e non solo. Già, perché a ben guardare la distribuzione dei corsi per diventare sommelier Fisar, strutturati su tre livelli, frequentandoli c’è da apprendere sia le basi del magico universo di Bacco, con la coltura dell’uva, le vinificazioni, gli invecchiamenti, le lavorazioni; sia l’enografia con i vigneti nazionali, europei e con le novità internazionali, come il Brasile, il Sudafrica, l’Australia; sia l’abbinamento cibo-vino, partendo dagli antipasti per arrivare alla pasticceria e passando attraverso i primi, i secondi, i salumi, i formaggi, l’olio, le carni, il pesce. Su tutto aleggia l’impeccabile cultura del servizio, che distingue i sommelier Fisar, con la stessa cura professionale utilizzata in ogni regione d’Italia.

Tra le più frequentate e attive delegazioni provinciali, spicca quella catanese, non solo per la presenza del presidente nazionale, Cardaci Ama, e per la capacità organizzativa dei suoi responsabili, il delegato Gaetano Prosperini e il segretario Carlo Guzzardi, ma anche per l’inarrestabile produzione di incontri, corsi, conferenze e il consueto appuntamento con il “Club del Venerdì”, dove si è liberi di degustare alcune delle prestigiose etichette che popolano il mondo enoico. Una caratteristica? Alla Fisar si degusta per passione e non per elogiare l’azienda vinicola di turno. Una marcia in più per imparare ad apprezzare il vino.

Articolo pubblicato il 04 novembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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