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Palermo - Tra percolato e ‘strappi’ in vasca quella dei rifiuti resta emergenza
Pulizia delle strade e sicurezza a Bellolampo, tra rassicurazioni dell’azienda e dubbi sulla struttura. Sopralluoghi dei tecnici Amia. Oggi il confronto con la Protezione civile

Tags: Palermo, Amia, Rifiuti, Bellolampo



PALERMO - La raccolta dei rifiuti in città procede da due giorni e secondo l’Amia si va verso “la fine dell’emergenza”. L’immondizia si era accumulata per le strade a causa della rottura di uno dei trituratori della discarica di Bellolampo e il fermo di quello gestito da una società privata.

Fino a ieri gli spazzini dovevano ancora raccogliere meno di un centinaio di tonnellate di rifiuti, “in aggiunta a quelli - sostiene l’azienda per l’igiene ambientale - che viene smaltita quotidianamente e che si aggira intorno alle mille tonnellate”. La differenziata non ha avuto rallentamenti. Il trituratore privato è stato riparato ed è in funzione insieme a quello noleggiato dall’Amia. Anche quello andato in tilt verrà riparato e sarà tenuto di riserva. “A breve inoltre - spiegano all’Amia - verrà bandita una gara d’appalto per l’acquisto di un macchinario più grande”. Si era temuto infatti che scoppiasse anche l’emergenza per la fuoriuscita di percolato dalle vasche della discarica palermitana. “Ma sia le vasche - dicono all’Amia - che i silos non presentano giacenze e procede regolarmente lo smaltimento del liquido che si forma quotidianamente in discarica. Si è semplicemente riformata giovedì scorso, a seguito delle piogge, una piccola pozza al limite della discarica, all’altezza di una depressione che lambisce la via Inserra, che anche questa volta é stata prosciugata”.

Rassicurazioni da parte dell’azienda anche per quanto riguarda la sicurezza della discarica. “Non risulta in atto alcun rischio di crollo della quinta vasca della discarica di Bellolampo, nè alcuno dei tecnici ne ha parlato in sede di Protezione civile regionale”: è quanto si legge in una nota dell’Amia Spa, in riferimento alla discussa discarica di Bellolampo.

“Come era già stato riferito, giovedì scorso - prosegue la nota - si è strappato in un punto sommitale della vasca un lembo del telo che copre la guaina impermeabile. Un evento che può verificarsi in fase di primo abbancamento di rifiuti in una vasca nuova: un fatto analogo si verificò anni fa nella terza vasca e fu sufficiente riparare il sopratelo. I tecnici di Amia, assieme ai progettisti dell’impianto realizzato dalla struttura commissariale presso la Prefettura di Palermo, hanno iniziato ad effettuare le opportune verifiche del caso, con sondaggi e prove di staticità. Oggi la Protezione civile regionale, nel corso di un sopralluogo, verificherà tali risultati e indicherà ad Amia come procedere. Chiunque - conclude la nota - volesse inseguire altre ipotesi, fantasiose quanto infondate, tendenti a supportare costose alternative all’attuale sistema di smaltimento dei rifiuti a Palermo, se ne assume la responsabilità”.

“Sulla vicenda della discarica di Bellolampo esprimiamo la nostra forte preoccupazione, mentre sono ancora in corso i rilievi tecnici sulla quinta vasca, c’è già qualcuno che ipotizza il conferimento dei rifiuti in Germania, vorremmo che le istituzioni competenti ci chiarissero con certezza tecnica la reale capacità della discarica, la nostra impressione è che la cricca politica imprenditoriale abbia preso di mira i soldi stanziati per i lavori a Bellolampo”.

Così il segretario della Fit Cisl Ambiente Dionisio Giordano interviene sulla vicenda della discarica di Bellolampo. Secondo la Fit-Cisl sarebbe opportuno interrogarsi sulla esistenza “di interessi vari leciti ed illeciti contrari al risanamento di Amia e fortemente impegnati ad ottenere la chiusura della discarica di Bellolampo per creare una emergenza ambientale che darebbe il via immediato al grande affare dell’esportazione dei rifiuti”.

“Chi, domani, si assumerà la responsabilità di dichiarare che una struttura costruita dalla Prefettura di Palermo e passata a tutti i collaudi in realtà è stata fatta male? Chi avrà il coraggio di scrivere la parola fine su Bellolampo e, quindi, su Amia e sui suoi lavoratori solo in nome di grandi affari a spese dei cittadini?” si chiede Giordano. Il sindacato ritiene che sarebbe opportuno “interrogarsi su questi temi per il bene della città e dell’intera provincia per i lavoratori del gruppo Amia e per la necessità che il ciclo dei rifiuti sia finalmente gestito con efficienza e a basso costo, così come mostrano di volere fare i commissari straordinari”.

A.L.

Articolo pubblicato il 04 novembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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