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Tirrenia, a giorni l’esito della pre-gara
di Antonio Casa

Occorre verificare se tutte le manifestazioni d’interesse presentate anche per la collegata Siremar siano reali o un bluff. Il commissario D’Andrea: “Entro la prima decade di novembre l’invio delle lettere per le offerte”

Tags: Tirrenia, Siremar, Mediterranea Holding



CATANIA – Sono trascorse due settimane e dall’advisor non trapela nulla, né tantomeno dai ministeri dei Trasporti e dello Sviluppo economico.
L’ultima notizia è del 20 ottobre, quando, poche ore dopo la scadenza dei termini per la presentazione delle manifestazioni d’interesse, la Rothschild annunciava di avere ricevuto ventuno proposte per acquisire Tirrenia e cinque per la Siremar, la compagnia che collega la Sicilia alle Isole minori. Poi niente.

Tutto previsto, però. Infatti, Giancarlo D’Andrea, commissario straordinario di Tirrenia, subito dopo la chiusura dei termini, aveva annunciato che “è stata avviata l’analisi approfondita della documentazione pervenuta al fine di individuare i soggetti ai quali dovrà essere indirizzato l’invito a partecipare alla successiva fase di due diligence.
L’invio della lettera di invito da parte della Procedura è previsto entro la prima decade di novembre nel rispetto dei termini concordati a livello comunitario".

Certo, aleggia il sospetto che le manifestazioni d’interesse presentate non siano tutte reali, come per la prima pre-gara.
Ad avanzare l’ipotesi, nei giorni scorsi, è stato Nicola D’Abundo, presidente dell’associazione cabotaggio armatori partenopei.
“Tra le manifestazioni d’interesse d’acquisto e la formalizzazione dell’offerta ce ne passa. Si tratta di tattica. Tra i nomi che ho letto, molti per lo più sono curiosi di leggere le carte della Tirrenia e rendersi conto della situazione. Anche l’altra volta c’erano più o meno 20-30 richieste (in realtà furono 16, ndr)”, ha dichiarato D’Abundo all’agenzia Il Velino.
Insomma, una cosa è la manifestazione d’interesse; un’altra è il bando vero e proprio.
Allora sì che chi presenterà l’offerta s’impegnerà ufficialmente per rilevare la grande compagnia di navigazione, compresi dipendenti, navi e parte della montagna di debiti.

Non è roba da poco. Per chi riuscirà ad accaparrarsi le compagnie si prevedono tempi duri per rimettere in sesto i bilanci, al di là degli aiuti di Stato, dal momento che la Tirrenia ha debiti che ammontano complessivamente a 646,6 milioni di euro, e l’ultima situazione contabile nota, aggiornata al 4 agosto 2010, ha già registrato 15 milioni di euro di debito scaduti, mentre ci sono altri 227 milioni di debiti verso banche a breve, e 182 milioni che rappresentano la quota debitoria a medio e lungo termine.

“Sono molto scettico: c’è un debito molto forte e una gestione molto pesante. Per fare la stessa linea che fa la Tirrenia non c’è bisogno di comprarla”, ha aggiunto D’Abundo.
Tra i volti noti che hanno presentato la documentazione ci sono anche l’armatore Alexis Tomaso con la Costantino Tomasos, ex componente della Mediterranea holding (la partecipata della Regione siciliana ha confermato l’interesse anche in questa fase, dopo l’annullamento della prima pre-gara), mentre ci provano per la prima volta l’armatore sorrentino Gianluigi Aponte, patron di Msc, che per partecipare alla gara è da poco entrato con Marinvest nel 50% Gnv e che partecipa attraverso Snav e l’imprenditore italo-americano Antony Cerone, la Moby di Vincenzo Onorato, Corsica Ferries, il gruppo Franza e il fondo britannico Cinven Limited.

Se sono serie, le manifestazioni d’interesse si tramuteranno in offerte.

Articolo pubblicato il 05 novembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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