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SicilFiat, Romani aumenta i pretendenti. “Sette proposte per rilevare lo stabilimento”
di Rosario Battiato

Il neo ministro allo Sviluppo economico ne ha parlato dopo la riunione con l’ad Sergio Marchionne. Lunga fase di stallo per il futuro del sito, Invitalia presenterà la short list definitiva tra un mese

Tags: Fiat, Sergio Marchionne, Termini Imerese, Paolo Romani



MILANO – Sullo stabilimento Fiat di Termini Imerese torna a parlare Paolo Romani, neoministro allo Sviluppo economico, dopo l’incontro che ha avuto ieri pomeriggio con l’amministratore delegato dell’azienda, Sergio Marchionne.
Secondo Romani sarebbero sette e non più cinque le proposte ritenute concrete da parte dei gruppi interessati italiani e stranieri. Non ci sarebbero invece cinesi tra gli i possibili investitori. Il ministro in sostanza ha aumentato le dimensioni rispetto a quanto riportato dalle cronache finanziarie degli ultimi tempi. Le iniziali 16 manifestazioni di interesse per il gruppo Fiat sono state vagliate fino ad essere ridotte a 7 “perché ritenute concrete”. Inoltre Romani ha anche aggiunto che le offerte non sono tutte di gruppi dell’automotive e che “i gruppi interessati sono italiani e stranieri, ma non cinesi''.

Il titolare del ministero dello Sviluppo economico ha quindi parlato del “faccia a faccia”con Sergio Marchionne, l’italo-canadese amministratore delegato del Lingotto.
“I temi sono tanti - ha spiegato Romani - è stato un colloquio lungo e approfondito. Se ci sono oggi tutte le condizioni che debbono esserci e se le relazioni industriali sono tali da poterlo consentire io penso che la Fiat inizierà quasi subito a dar vita al proprio piano. Non c'é una data limite, c'é la voglia dell'azienda di investire". 

Sul tema di Termini Imerese si era già espresso lo scorso settembre Marco Venturi, assessore regionale alle Attività produttive, lamentando le poche novità e rinviando il tutto all’inizio dicembre quando la situazione sul futuro di Sicilfiat si sarebbe fatta più concreta. “Il tavolo è stato aggiornato ai primi giorni di dicembre. Solo a quella data il ministero comunicherà i risvolti occupazionali relativi ai progetti fin qui presentati”.

Il governo ha da sempre predicato uno sforzo straordinario per salvare i posti di lavoro del centro palermitano ma al momento non ci sono certezze. I pareri segnano infatti il passo ipotizzando una situazione cristallizzata in attesa di dicembre, quando Invitalia avrà già presentato al governo la short list definitiva delle imprese selezionate a rilevare lo stabilimento siciliano. Il medesimo discorso era stato predicato da Stefano Saglia, sottosegretario allo Sviluppo economico.

“Su Termini Imerese c’è un impegno straordinario, perché purtroppo non sempre si riesce a mobilitare tante risorse. E il fatto che oggi Invitalia abbia confermato che ci sono investimenti complessivi per 674 milioni e che, come il governo garantisce, queste proposte possano occupare tutti i lavoratori di Termini non è un fatto qualsiasi”.

Articolo pubblicato il 05 novembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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