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Messina - Il Tar boccia Ecopass e Comune. Buzzanca prepara già l’appello
di Francesco Torre

Avrebbe dovuto garantire all’ente un introito stimato in circa 5-10 milioni di euro ogni anno. Tribunale amministrativo del Lazio contro il ticket per l’attraversamento dello Stretto

Tags: Messina, Traffico, Ecopass



MESSINA - “Frettolosa lettura della normativa” e misure adottate “significativamente lacunose”. Con queste dure parole, e con 28 pagine di sentenza, il Tar del Lazio boccia l’Ecopass, il ticket per l’attraversamento dello Stretto istituito dal Comune di Messina i cui proventi (stimati inizialmente dall’amministrazione in 5/10 mln di euro l’anno) avrebbero dovuto garantire la “realizzazione di interventi, servizi ed opere connessi alla funzionalità del sistema di mobilità ed al miglioramento delle condizioni ambientali e di vivibilità generale della città relative alla viabilità ed alla mobilità urbana”.

Attivo dal primo giugno scorso, l’odioso (soprattutto per i camionisti) balzello, presentato alla città dal sindaco Buzzanca come una sorta di risarcimento per i danni ambientali e urbanistici causati da decenni di transito di mezzi pesanti in centro città, aveva totalizzato in quattro mesi un incasso di 1 mln 147 mila euro, così suddiviso: giugno 299.000 €; luglio 352.000 €; agosto 320.000 €; settembre 176.000 €. Somme non corrispondenti alle stime, come possiamo notare, e comunque non nette, ma al lordo del contributo concesso ai privati stessi per garantire il servizio di vendita, a quello della stampa dei ticket (20.000 € al mese) e ad altre spese accessorie. Spese che adesso potrebbero rappresentare un ulteriore debito per l’amministrazione, alla luce della sentenza del Tar del Lazio di un paio di giorni fa sul ricorso presentato dalla Società Cooperativa Baglieri. La notizia, infatti, potrebbe adesso originare un mare di rimborsi, soprattutto a vantaggio degli autotrasportatori che tramite l’Aias da tempo avevano bollato il provvedimento come illegittimo.

La sentenza è chiara: l’Ecopass si può anche fare ma sicuramente in un altro modo. Particolarmente contestate dai giudici l’istituzione di una Ztl senza i necessari presupposti e soprattutto uno “sviamento in relazione alla dichiarata esigenza di sopperire con i proventi del ticket alle modeste risorse di cui dispone il Comune ai fini delle spese occorrenti per il sistema mobilità”. Ovvero: si pensa solo a far cassa e non a privilegiare le condizioni di vivibilità urbana, soprattutto in relazione all’analisi degli agenti atmosferici inquinanti. Ma questo, obiettivamente, si era capito sin da subito. “Sarà immediatamente proposto appello al Consiglio di Stato” ha commentato il sindaco Buzzanca, che ha però garantito che “nelle more, le Zone a traffico limitato, istituite per disincentivare il traffico diurno, resteranno sospese”.
 


I “portoghesi”. Nei giorni scorsi centinaia di verbali
 
MESSINA - Mentre si era in attesa della sentenza del Tar, e in relazione alle proteste di molti autotrasportatori che si rifiutavano di pagare per il ticket da 8 euro, il sindaco Buzzanca aveva innescato una polemica con la Caronte&Tourist della famiglia Franza, rea di gestire il servizio avallando un certo “portoghesismo”. E, in conseguenza della diminuzione delle entrate nel mese di settembre, l'amministrazione aveva avviato blitz e controlli per mano della Polizia     municipale, elevando centinaia di multe. Scelte che adesso potrebbero rivoltarsi a danno del Comune. La vicenda legale, comunque, sarà ancora lunga, ma al Comune sono ottimisti.
“Credo – ha fatto sapere Buzzanca – che nessuno potrà mai condizionare l’attività della magistratura e per questo motivo riteniamo di dover andare sino in fondo visto che da decenni si chiedeva come atto di giustizia per le tante vittime registrate sulle nostre strade l'istituzione di questo ecopass che spero possa presto essere ripristinato”.

Articolo pubblicato il 05 novembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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