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Quotidiano di Sicilia

Fiat disponibile ad aiutare il dopo Termini
di Antonio Casa

L’Ad della casa torinese ha parlato a margine di un premio consegnatogli a Mirandola. A fine mese la short list. Marchionne precisa ancora una volta: “ Niente macchine. Quel sistema è ormai finito”

Tags: Fiat, Sergio Marchionne, Termini Imerese, Paolo Romani



MIRANDOLA (MO) - “Siamo disposti a lavorare con il governo e con tutti per trovare un futuro a Termini Imerese, ma non facendo macchine. Quel sistema è finito”. Lo ha detto l’Ad della Fiat Sergio Marchionne, parlando con i giornalisti a margine della consegna del premio ‘Pico della Mirandola’, cittadina del modenese dove ha subìto anche una piccola contestazione. Urlando gli slogan ‘vergognati, vai via’ e ‘la gente non ti vuole’, una ventina di giovani del centro sociale Guernica di Modena ha infatti contestato l'amministratore delegato della Fiat.

“Sono cambiate - ha ricordato - le condizioni internazionali, sono fallite due delle più grandi società automobilistiche del mondo, Gm e Chrysler sono fallite l’anno scorso, è cambiato tutto, sono fallite le banche, è cambiato il sistema industriale, sono cambiati gli equilibri internazionali degli scambi commerciali, di posizionamento dei marchi. È cambiato tutto in 24 mesi - ha concluso - accettiamolo come tale e andiamo avanti, cerchiamo di costruire il futuro”.

Il giorno prima è stato il nuovo ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, dopo la conclusione di un incontro con lo stesso Marchionne, ad aggiornare in meglio il numero delle manifestazioni d’interesse per Termini Imerese, lo stabilimento siciliano che Fiat si appresta a lasciare alla fine di dicembre 2011. “Siamo arrivati a 7 proposte. Non tutte nel settore automotive, ma alcune sì – ha dichiarato Romani -. Insieme a Fiat esamineremo le soluzioni migliori perché sia un progetto industriale che cammini sulle sue gambe”, ha spiegato. Nelle scorse settimane l’advisor Invitalia ha confermato che per Termini Imerese ci sono investimenti complessivi per 674 milioni e che, “come il governo garantisce, queste proposte possano occupare tutti i lavoratori di Termini non è un fatto qualsiasi”.

Che la short list potesse allungarsi, lo aveva fatto capire Domenico Arcuri, presidente di Invitalia, a margine del convegno dei giovani di Confindustria a Capri, conseguenza del bando internazionale. Il numero complessivo, aggiungeva Arcuri in quell’occasione, sarà comunque inferiore a dieci. la prossima tappa è fissata al 30 novembre, quando Invitalia consegnerà al governo la short list definitiva e a quel punto il governo potrà decidere quali cantierare e Invitalia agli investimenti potrà aggiungere un pacchetto di incentivi.

Ma qual è lo scenario per la riconversione dei 420 mila metri quadrati dell’area? Si parla di produzione di auto, studi cinematografici e qualcuno ipotizza pure la coltivazione di fiori. Proprio l’ampiezza dello stabilimento è uno degli ostacoli principali. Perché pare che nessuna delle proposte presentate abbia il volume sufficiente a monopolizzare spazi così ampi. Riassumendo: tre progetti appartengono al settore auto. Il gruppo De Tomaso di Gianmario Rossignolo ha in programma la realizzazione di due vetture compatte di lusso. La torinese Map Engineering, specializzata in meccanica di precisione, lavora a un progetto per la costruzione e messa a punto di stampi e attrezzature in lamiera. Il Fondo Cape Natixis del finanziere Simone Cimino è impegnato nella realizzazione di un polo di produzione di auto elettriche, attraverso tre attività: la realizzazione di vetture, la ricerca sulla mobilità elettrica e la costruzione di stazioni di rifornimento dei veicoli alimentate ad energia solare. Nell’operazione è coinvolta l’indiana Reva, controllata dal colosso Mahindra & Mahindra.

Due le proposte conosciute che non appartengono all’automotive. la prima è di una società collegata al gruppo pugliese Ciccolella, uno dei maggiori produttori europei nella produzione di rose e anthurium. A Termini Imerese vorrebbe collocare una parte importante dei suoi stabilimenti, allestendo serre riscaldate a energia fotovoltaica per la coltivazione “fuori suolo”. Ma povrebbe occupare solo un'area da un centinaio di ettari. La seconda appartiene a Med studios, società del gruppo Einstein multimedia, che alle porte di Palermo vorrebbe realizzare i nuovi studi per la produzione di film e fiction: 14 mila metri quadrati disegnati da uno dei massimi architetti italiani, Massimiliano Fuksas.
Le altre due proposte, le ultime pervenute in ordine di tempo, sono “top secret”. Si sa solo che non appartengono a società dell’Estremo oriente.

Articolo pubblicato il 06 novembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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