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Quotidiano di Sicilia

Ars: stop alle stabilizzazioni nei gruppi
di Lucia Russo

Decreto del presidente Cascio per una razionalizzazione dei costi e uno sgravio complessivo del bilancio dell’Assemblea. Evitare gli squilibri nelle spese di funzionamento dei gruppi tra l’ammontare delle entrate e le spese

Tags: Ars, Francesco Cascio



PALERMO - Stop alle stabilizzazioni di personale nei gruppi parlamenteri. Oltre quelle che già ci sono, in quanto disposte nelle precedenti legislature, non bisogna più farne. è categorico il presidente dell’Assemblea regionale Francesco Cascio: “I gruppi devono adottare provvedimenti di contenimento della spesa per i loro dipendenti. Tutto ciò nel pieno rispetto del principio di autonomia connaturato a ciascun gruppo parlamentare”.

Il presidente dell’Ars, Francesco Cascio, ha firmato ieri il decreto che disciplina la situazione dei dipendenti dei gruppi parlamentari occupandosi di stabilizzazione e razionalizzazione del suddetto personale.
Il Decreto - è scritto nel comunicato diffuso ieri - prende le mosse da una delibera assunta dal Consiglio di Presidenza dell’Ars nella seduta del 23 ottobre 2010 ed è volto a fissare i principi che regolano i rapporti di lavoro dei dipendenti dei gruppi parlamentari nell’ottica di contenimento della spesa complessiva dell’amministrazione del Parlamento Regionale Siciliano, allo scopo di evitare, per il futuro, disarmonie tra l’ammontare delle entrate dei gruppi medesimi e le spese di questi ultimi per il personale e per le attività istituzionali (spese funzionamento del gruppo).

Tra gli aspetti più salienti disciplinati dal Decreto sono stati citati nel comunicato, alcuni punti:
1. I contratti che vengono siglati da un gruppo, impegnano lo stesso solo fino a quando il gruppo stesso dura in carica, senza perciò trasmettersi ai gruppi della successiva legislatura, ancorché abbiano la stessa denominazione.

2. Si prevedono misure di garanzia per il personale stabilizzato, al fine dell’emersione di eventuale lavoro nero e, altresì, volte a garantire che vengano versate correttamente le quote di TFR per il personale e i contributi previdenziali.

3. Si stabilisce il principio in virtù del quale i gruppi sono liberi di integrare la retribuzione minima prevista per il personale stabilizzato, a condizione, tuttavia, che i maggiori oneri siano finanziariamente compatibili con le disponibilità del gruppo stesso ed i compensi aggiuntivi si estinguano allo scadere della legislatura o in caso di cessazione del gruppo o a seguito di modifica significativa del numero dei suoi componenti.

4. Al fine di consentire a tutto il personale stabilizzato di trovare comunque una collocazione all’interno dei gruppi parlamentari, sono previste delle misure a carico del gruppo stesso in caso di mancata utilizzazione dei suddetti dipendenti. Tali misure consistono in eventuali tagli ai contributi che vengono erogati annualmente ai gruppi parlamentari.

Per quanto riguarda, invece, il personale non stabilizzato, il decreto in questione prevede una misura di salvaguardia, senza però introdurre nuovi costi o aggravi nel bilancio dei gruppi e dell’Assemblea Regionale Siciliana.

Il Presidente dell’Ars, Francesco Cascio, commentando il Decreto afferma: “Si tratta di una decisione che pone chiarezza sull’annosa vicenda della stabilizzazione del personale dei gruppi parlamentari e che cerca di porre, con un atteggiamento equilibrato - tenuto  conto, infatti, del lavoro prestato ad oggi da questi dipendenti stabilizzati e non - una disciplina di razionalizzazione dei costi, al fine di uno sgravio complessivo del bilancio di questa amministrazione. Uno sforzo ulteriore, quindi, nell’ottica del contenimento della spesa, che appare doveroso nei confronti dei nostri cittadini, che con la crisi attuale non possono essere i soli a stringere la cinghia”.

Articolo pubblicato il 11 novembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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