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Quotidiano di Sicilia

Catania - Tante ombre sul preventivo 2010, perplessità dalla Corte dei conti
di Melania Tanteri

Sono dodici i punti poco chiari su cui i magistrati contabili hanno convocato il sindaco Stancanelli. Le entrate previste dal recupero dell’evasione tributaria sono considerate eccessive

Tags: Catania, Raffaele Stancanelli, Corte Dei Conti, Bilancio



CATANIA – Il sindaco Stancanelli, ormai da qualche tempo, assicura che la situazione economica del Comune è in via di miglioramento, ma la realtà sembra ben diversa da quella dipinta dall’amministrazione. La stessa Corte dei conti, infatti, ha puntato i riflettori sul Bilancio di previsione 2010 del Comune di Catania e, per questo, ha convocato il sindaco Stancanelli a Palermo.

Sono molte le osservazioni che l’organo di controllo ha evidenziato in relazione al bilancio preventivo dell’Ente, anche in seguito alla relazione inviata dai Revisori dei conti del Comune, su cui sarà chiamato a rispondere il primo cittadino. Dodici i punti oscuri da chiarire, secondo la Corte dei conti, da parte di Stancanelli: tra questi, la previsione del disavanzo corrente coperto, in bilancio, mediante il ricorso ad alinazioni patrimoniali o i debiti nei confronti della società Catania Multiservizi (che corrisponderebbero a 3.570.442 euro).

“Il recente provvedimento di convocazione del sindaco – ha affermato il componente della Commissione bilancio e capogruppo del Pd a Palazzo degli Elefanti, Rosario D’Agata - presso la sezione di controllo della Corte dei conti per la regione Sicilia e, più specificatamente, le osservazioni mosse dallo stesso Organo giudiziario denotano come ancora sia fortemente critico lo stato delle finanze comunali”.

“L’iniziativa della Corte dei Conti - aggiunge - evidenzia che, nonostante i ripetuti e seri rilievi mossi nel tempo dalla stessa Corte e dai revisori, l’amministrazione comunale non ha voluto o saputo assumere idonee misure capaci di superare le contestazioni che i Giudici del controllo contabile continuano a inoltrare”.

Secondo l’esponente dell’opposizione, dunque, l’amministrazione finanziaria del Comune continuerebbe  ancora nel non fare chiarezza, in particolare sui residui attivi ancora esigibili (parte di questi sembra non possano considerarsi sussistenti per varia motivazione), sull’ammontare complessivo dei debiti fuori bilancio e sulle risorse necessarie per coprire tali debiti, sulle partecipate e specificatamente sull’Amt, che sembrerebbe continuare a incrementare debiti senza offrire un servizio “nemmeno in misura minima dignitoso” ha evidenziato lo stesso D’Agata.

E le parole del consigliere del Pd trovano comunque conferma proprio dalle osservazioni dell’Organo che, per esempio, al punto 4 evidenzia come “tra le entrate correnti straordinarie previste nell’esercizio 2010 – si legge nelle osservazioni inviate al primo cittadino – considerevoli appaiono quelle derivati dal recupero dell’evasione tributaria. Tuttavia (ed è questo l’aspetto su cui il sindaco dovrà chiarire) secondo il trend storico, solo una minima parte dell’entrata accertata viene poi effettivamente riscossa”.

Quanto inserito all’interno del documento contabile, insomma, sarebbe difficilmente realizzabile. Adesso tocca al sindaco dare quelle risposte che, almeno per il momento, non sono arrivate.

Articolo pubblicato il 13 novembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Raffaele Stancanelli
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