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Quotidiano di Sicilia

A Milazzo Arpa in difficoltà. “In pochi, con 2 centraline”
di Rosario Battiato

Intervista al direttore dell’Agenzia per la protezione dell’Ambiente di Messina. Marchese: il sistema obbliga le aziende all’autocontrollo

Tags: Ambiente, Petrolchimico, Inquinamento, Arpa, Antonio Marchese



MESSINA - Antonio Marchese è direttore dell’Arpa (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente) di Messina.
Nei pressi della Raffineria di Milazzo ci sono due centraline per il controllo dell’aria. Sono sufficienti per un monitoraggio completo?
“Eseguiamo un controllo 24 ore su 24, ma due centraline non sono sufficienti perché non possono essere esaustive. In ogni caso data la carenza di personale al momento sarebbe impossibile gestire altre centraline”.

Questa carenza di controlli non mette a rischio l’effettiva conoscenza sulla salubrità dei luoghi?
“Non posso pronunciarmi sugli aspetti strettamente sanitari, perché sono un controllore dell’ambiente e in questi termini posso certamente dire che ci sono dei limiti da rispettare per legge, ma poi nel concreto bisognerebbe verificarne gli effetti sull’uomo”.

Le nuove norme più stringenti stanno costringendo la Raffineria di Milazzo ad adeguarsi?
“Le norme sulla qualità dell’aria non dicono che non si possono avere superamenti, ma che se ne possono avere un numero limitato. Però si tratta di valori generali, per cui se io vado oltre il limite massimo di superamenti devo effettuare un piano di rientro, ma sono perfettamente in regola se arrivo, ad esempio, a 34 giorni di superamenti con un limite fissato a 35. Adesso comunque ci sono maggiori strumenti di verifica perché prima non c’erano le centraline e questo sistema obbliga le aziende a fissare un sistema di autocontrollo”.

Cosa succederà quando arriverà questo decreto assessoriale sulla gestione del sistema delle centraline all’Arpa?
“Al momento non avrei personale per fronteggiare questa situazione. Abbiamo un organico sottodimensionato e abbiamo già difficoltà a sopperire ai numerosi compiti che l’Agenzia deve gestire in una provincia complessa e variegata come quella messinese”.

Articolo pubblicato il 13 novembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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