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Ue per la “riduzione dei rifiuti”. La Sicilia insegue la differenziata
di Rosario Battiato

Dal 20 novembre settimana europea per sensibilizzare i cittadini a gestire meglio i propri scarti. Nell’Isola il 90% da smaltire và in discarica, adesso bisogna invertire la rotta

Tags: Rifiuti, Ambiente, Unione Europea



PALERMO – L’allarme spazzatura si propaga in tutta Europa. Negli ultimi 40 anni il peso dell’immondizia prodotta dalle famiglie è praticamente raddoppiato e tuttora continua a crescere. La media di un cittadino dell’Ue si aggira intorno alla mezza tonnellata di immondizia prodotta all’anno.

In tal senso proprio l’Ue ha lanciato la “Settimana per la riduzione dei rifiuti” che si terrà negli Stati membri dal 20 al 28 novembre. Un modo per sensibilizzare i cittadini alla buona gestione dei propri rifiuti, perché adesso non basta più smaltire correttamente, ma bisogna anche diminuire la produzione. Si tratta di consuetudini che condurrebbero le famiglie a pratiche virtuose di contenimento nello spreco degli alimenti e allo stesso tempo di abbassamento dei costi di gestione per lo smaltimento.

Lo scorso anno oltre 2.670 iniziative tra cui “Lunga vita ai prodotti” e “Consumare meglio” che prevedevano l’indirizzamento dei consumatori verso una maggiore attenzione al riuso dei prodotti e all’annullamento dello spreco. L’edizione italiana di quest’anno sarà salutata dal “No Trash Mob”, una manifestazione collettiva di persone che il 20 novembre si riuniranno in luoghi pubblici per suonare strumenti a percussione improvvisati, come i contenitori dei rifiuti.

Sul sito della settimana europea dei rifiuti, versione italiana, sono diverse le attività siciliane proposte per l’importante evento europeo. A Palermo il liceo scientifico “Albert Einstein” organizza due giornate per educare gli studenti al valore e all’importanza della gestione dei rifiuti. A Marsala l’Associazione Domus Aurea propone diverse attività: presso il Circolo didattico Cavour di Marsala una giornata dedicata a 5 buone azioni ecosostenibili quotidiane per tutta la famiglia, che si riflettono in comportamenti virtuosi tra le mura scolastiche e in casa, poi saranno previste mostre fotografiche e mercatini dell’usato, nonché il No Trash Mob dove saranno coinvolti i giovani della città con l’ausilio di musicisti.

Per una Sicilia che tenta di uscire dal torpore ce n’è un’altra che invece soffre i patimenti di una gestione drammatica dei rifiuti. La crisi recente, accentuata dai rilievi mossi all’aggiornamento del piano del 2002 dalla Protezione Civile nazionale e la conseguente richiesta di adeguamento, così come era stato preventivato dalle pagine del Qds, apre l’ennesimo scenario di stallo. L’Isola deve ancora risolvere i problemi di differenziata e parallelamente pensare alla limitazione della sua produzione di rifiuti.

Il problema è serio perché il sistema dei rifiuti siciliano al momento smaltisce il 90% (media nazionale del 54%) degli oltre 2 milioni e mezzo di tonnellate di rifiuti prodotti ancora direttamente in discarica. Uscire da questa crisi è possibile solo innescando un meccanismo virtuoso che dia spazio alla differenziata (attualmente al 6%) e che non si limiti a costruire solo discariche, come aveva invece suggerito il nuovo piano regionale che prevedeva 10 nuove discariche nel breve periodo e altre 7 entro il 2013.
Un po’ troppo per lasciar pensare ad una nuova stagione dei rifiuti nell’Isola. E così devono averla pensata anche a Roma.

Articolo pubblicato il 16 novembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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