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Lombardo: “Si governa, no a elezioni regionali”
di Raffaella Pessina

Il presidente della Regione porta avanti la giunta tecnica alternativa. Armao lavora alla concentrazione di Irfis, Crias e Ircac

Tags: Ars, Gaetano Armao, Dpef, Raffaele Lombardo



PALERMO - I lavori dell’Aula di Sala d’Ercole sono stati rinviati a questo pomeriggio  alle 16. La seduta infatti ha registrato una bassissima presenza di deputati e la mancanza del Governo.
È passato al vaglio delle Commissioni il Documento di Programmazione Economico Finanziaria Dpef 2011-2013 della Regione Sicilia. La commissione Bilancio e Finanze all’Ars, però ha approvato il documento con riserva. “Nel parere positivo che sarà trasmesso in Aula – ha dichiarato il presidente della Commissione Riccardo Savona -  verranno comunque evidenziate le criticità emerse in commissione, anche con riferimento all’evoluzione della riforma della contabilità pubblica nazionale ed ai criteri più stringenti previsti in sede europea, al fine di poter approvare un ordine del giorno conclusivo in Aula, che sia necessaria premessa alla discussione dei documenti finanziari  e di bilancio”.

Parere negativo invece dalla Commissione Attività Produttive Il Presidente della commissione Salvino Caputo ha respinto il documento con il voto contrario di Roberto Corona (Pdl) mentre ha votato a favore il vicepresidente Pino Apprendi (Pd). “ Un documento incompleto ha detto Caputo - semplicemente descrittivo e privo di quelle connotazioni di programmazione economica e finanziaria e totalmente inadeguato a affrontare le gravissime emergenze socio occupazionali e di sviluppo siciliane“. “Si tratta della brutta copia del documento dell’anno scorso” ha commentato Corona a margine della riunione. In Commissione non era presente l’assessore all’Economia Gaetano Armao.

Intanto c’è fermento nella politica siciliana, che subisce il riflesso delle vicende romane. Sul suo blog il sottosegretario Gianfranco Miccichè scrive: “È quasi obbligatorio che vi siano le elezioni in Sicilia dopo le politiche. Se Lombardo va con la sinistra, è giusto che si dia la parola ai cittadini. Non credo, però, che possano reggere questa situazione”. Il segretario regionale del Pd siciliano Giuseppe Lupo afferma: “Il crollo dell’impero berlusconiano è partito dalla Sicilia grazie al ruolo svolto dal Pd. La crisi del governo nazionale rafforza il governo tecnico regionale che deve affrontare le emergenze causate dalla politica di Bossi e Tremonti a partire dal lavoro". "L’uscita dell’Mpa dal governo nazionale, prosegue Lupo, sollecitata con forza dal Pd, è coerente con la scelta di Lombardo di rompere in Sicilia con il Pdl per dare vita a un governo tecnico alternativo al populismo berlusconiano”. Dal canto suo Raffaele Lombardo, che si deve dividere tra le vicende giudiziarie e i guai in politica, in una intervista ha dichiarato: “A Palermo l’Mpa ha  già dimostrato che si può governare senza il Pdl”. “Abbiamo iniziato politiche di risanamento finanziario – prosegue Lombardo -  e il Pdl si è schierato, in modo sempre più aggressivo, contro un governo da cui alla fine non poteva non uscire”.

Lombardo si schiera contro l’idea di tornare alle urne e le definisce “un castigo di Dio”, e auspica invece la riforma della legge elettorale che – dice – “è alla base della degenerazione della politica”. L’assessore all’Economia, Gaetano Armao, ha incontrato ieri il direttivo dell’Associazione bancaria italiana (Abi) della Sicilia per un confronto sui contenuti della Finanziaria. Armao ha precisato che “alla luce della decisione del Presidente Cascio di stralciare dal testo della Finanziaria le parti relative alla semplificazione burocratica il governo valuterà quali iniziative assumere, perchè si tratta di una questione imprescindibile per lo sviluppo delle imprese e della nostra economia”.

Si è parlato anche del progetto di concentrazione di Irfis, che la Regione sta acquisendo da Unicredit, di Ircac e Crias, che saranno liquidati, per diminuire i costi.

Articolo pubblicato il 17 novembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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