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Quotidiano di Sicilia

Alla ricerca di un progetto chiaro per risollevare le sorti del turismo
di Dario Raffaele

Intervista a Mario Bevacqua, recentemente eletto alla presidenza della Federazione mondiale degli agenti di Viaggio (Uftaa). “La Regione in tal senso dovrebbe intervenire dando certezze normative velocemente”

Tags: Speciale Tremila, Turismo, Mario Bevacqua



Per fare un punto sull’evoluzione del comparto turistico negli ultimi 30 anni, analizzandone le problematiche  e le prospettive future, abbiamo sentito un esperto: Mario Bevacqua, recentemente eletto presidente mondiale delle agenzie di viaggio (Uftaa).
Qual è lo stato di salute del comparto turistico in Sicilia oggi?
“I dati e i numeri che ci vengono forniti dalle statistiche ufficiali impietosamente fanno una fotografia allo stato del Turismo in Sicilia. Di fronte ad un aumento di posti letto di circa 192.000 unità tra b&b, agriturismi, villaggi turistici, campeggi e hotel di ogni categoria, si registra uno stallo delle presenze turistiche. Ma la cosa più drammatica è aver riscontrato il crollo delle presenze straniere nei luoghi di maggiore attrazione. Siamo ancora lontani da un’inversione di tendenza  come constatato  al Wtm (World Travel Market) di Londra del 2010”.

È cambiato qualcosa nel modo di fare turismo dagli anni ‘80 ad oggi?
 “Il modo di fare turismo degli anni ‘80 è totalmente diverso dal modo di fare turismo odierno. Basti pensare all’introduzione dell’euro che ha sottratto il vantaggio del cambio a favore dell’Italia ricettiva, inoltre bisogna fare i conti con nuovi competitors sempre più aggressivi sul mercato”.

Di chi è la responsabilità della crisi del settore? Cosa potrebbe fare la Regione e gli enti locali in genere, che sino ad oggi non ha fatto?
“Ritengo che le responsabilità si possano attribuire in quota parte a tutti gli attori pubblici e privati. La cosa fondamentale secondo il mio punto di vista è che manca un progetto  chiaro che tenda ad un risultato effettivo e perseguibile senza abbandonarsi a facili trionfismi  o illusioni. La Regione in tal senso dovrebbe intervenire dando certezze normative velocemente. I tempi biblici della nostra amministrazione sono sotto gli occhi di tutti. Nel 2005 vennero emanate le nuove norme sul Turismo che hanno previsto l’abolizione delle 9 aziende provinciali del Turismo e la riconversione delle oltre 20 aziende di soggiorno in uffici periferici. A distanza di 5 anni tante parole, tante ipotesi, concretezza ed operatività poca. I poteri delle APT sono passati alle Provincie che non erano preparate a svolgere tale funzione. Gli uffici periferici poco alla volta si stanno normalizzando ma sono completamente privi di risorse. La soluzione prospettata, i distretti turistici, sono ancora in fase preliminare e siamo nel 2010. Cinque anni persi senza un obiettivo chiaro da raggiungere”.

Turismo al tempo di internet. Quali differenze rispetto a 30 anni fa? Si stanno sfruttando tutte le potenzialità della Rete? 
“Internet non significa fare un sito o un portale ma, soprattutto, dopo averlo costruito in maniera semplice, gestirlo in modo da evitare mancanza di aggiornamento. Il mercato e gli operatori vogliono notizie immediate e desiderano essere garantiti. Ovviamente secondo il mio punto di vista c’è troppa dispersione e non si stanno assolutamente sfruttando le potenzialità delle varie reti. I rischi sono tutti connessi alla gestione in maniera veloce e competente”.

La sua recente elezione ai vertici mondiali dell’Uftaa può dare nuova linfa alla nostra regione?
“Essere stato il 1° italiano ad essere eletto Presidente della Federazione Mondiale degli Agenti di Viaggio ovviamente ha gratificato il mio lavoro e la mia professionalità. Da vari anni  facendo parte già dell’organizzazione avevo messo a disposizione sia delle autorità turistiche italiane che siciliane la mia persona ed in particolare, durante la Bit del 2009, avevo ottenuto la nomination dell’Italia quale sede del congresso mondiale degli agenti di viaggio del 2012. Le autorità siciliane ufficialmente in conferenza stampa avanzarono la candidatura della Sicilia. Le condizioni previste dall’Uftaa prevedono tutta una serie di adempimenti che purtroppo fino ad oggi non sono stati fatti”.

Articolo pubblicato il 17 novembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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