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Formazione professionale un passato da dimenticare
di Michele Giuliano

Difficile scardinare la mentalità ed il clientelismo consolidato. Nel settore gravitano migliaia di precari mantenuti dal Fse



Di fronte alle parole pronunciate qualche mese fa dall’assessore Incardona in molti hanno manifestato dei dubbi: “Finanzieremo solo gli enti che avranno dimostrato di formare personale adatto al mercato del lavoro siciliano”. In realtà la Ragioneria generale della Regione ha posto un problema sociale di fondo che è quello del radicato assistenzialismo che gravita attorno alla formazione professionale.

Secondo la Ragioneria, nella nota inviata all’assessorato alla Formazione, si deve tenere conto degli enti “storici” perché hanno un gran numero di dipendenti assunti a tempo indeterminato. Colpa delle assunzioni spropositate che sono state fatte dagli enti stessi negli anni passati. Su questa stessa falsa riga sembra muoversi anche quest’anno l’assessorato che, attraverso la commissione regionale per l’impiego (presieduta proprio dall’assessore Incardona), ha dato il via libera ad un decreto (provvisorio) del Prof 2009 che “gonfia” sino a 2 milioni e 300 mila le ore formative complessive.

Provvedimento che anche in questo caso trova l’opposizione della Ragioneria generale che fa notare come nel capitolo di bilancio di previsione (numero 717910), per ciò che concerne il finanziamento di corsi di formazione ed addestramento professionale, sono presenti 194 milioni e 918 mila euro. Una spesa insufficiente di gran lunga rispetto ai corsi di formazione ritenuti ammissibili a finanziamento dalla commissione. In questo settore sono stati generati precari anche all’interno degli enti di formazione stessi che si occupano di formazione. In tutto sarebbero 20 mila, sostanzialmente mantenuti dal Fondo Sociale erogato dall’Unione Europea.

Articolo pubblicato il 26 marzo 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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